PESCARA – Lucia Zingariello, 35 anni, segretaria particolare dell’ex assessore regionale Luigi De Fanis, ha scelto di parlare e dire la sua verità.
La donna, pugliese trapiantata in Abruzzo, è indagata per concussione, peculato e truffa nell’inchiesta “Il Vate”, insieme all’ex assessore ed è finita agli arresti domiciliari il 12 novembre per poi tornare in libertà.
Ha scelto di raccontare la sua versione dei fatti in un’intervista rilasciata al quotidiano Libero, nella quale parla anche di quel “contratto sessuale” ritrovato a casa sua, in cui De Fanis avrebbe messo nero su bianco il numero di rapporti al mese che i due dovevano avere.
“Ho visto per la prima volta quel contratto su Repubblica, in un articolo firmato da Giuseppe Caporale. Hanno inserito delle parti chiaramente inverosimili. Ad esempio il mio nome, Lucia, si vede chiaramente che è stato inserito forzatamente in un dato passaggio. Hanno detto che il foglio è stato trovato in mille pezzi e che hanno impiegato un mese e mezzo per ricomporlo ma, per magia, viene pubblicato con un solo taglio visibile”, spiega.
La registrazione della moglie dell’assessore che si sentiva male, insieme alla nota vicenda della bottiglia di champagne da 130 al Salone del libro di Torino si spiegano, secondo la Zingariello, con la “personalità “esuberante” di De Fanis, “e solo chi lo conosceva bene non rimaneva offeso dai suoi scherzi”.
“A parte il fatto che l’assessore – aggiunge – ha pagato la bottiglia con i suoi soldi, ma la verità è che mi ha telefonato come per vendicarsi che non li avevo accompagnati”.
Sull’informazione che c’è stata in questi mesi attorno al caso, dice: “L’informazione non distingue chi è debole e chi è forte. La gente è stanca, scontenta di tutto e di tutti, per questo quando viene messa alla berlina una persona un po’ importante, diventa subito il capro espiatorio dei problemi di tutti. Credo che la verità, come la mia, a volte sia banale, ma questa banalità non fa più presa sulla gente; per questo alcuni responsabili dell’informazione, appena annusano una situazione ambigua, ci si tuffano per montarla ad arte”.






