L’AQUILA – Convocare a L’Aquila in tempi brevi gli Stati generali della cultura, con l’obiettivo tracciare finalmente un strategia condivisa, per il migliore utilizzo dei fondi del 4 per cento della ricostruzione.
L’idea l’ha lanciata Umberto Giammaria, ex sindaco di Tornimparte (L’Aquila) ed ex-direttore sanitario della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila.
“Ho deciso, da cittadino interessato alle sorti del suo territorio – spiega Giammaria – di estendere questo invito, rivolto a tutte le istituzioni e operatori culturali e intellettuali cittadini, a seguito delle polemiche nate intorno alla celebrazione di Sant’Agnese, la protettrice delle malelingue. Ritengo che sia un incontro utile a rendere più produttive le polemiche, perché la vicenda culturale aquilana, nelle persone e nelle attività è molto problematica”.
“Si giunge facilmente ad esternazioni e parossismi – prosegue nella nota Giammaria – che, pur indicando la nostra natura vivace, rendono oltremodo necessaria una metodologia che definirei hegeliana, per portare cioè ad una salutare dialettica e a sintesi di impegni, programmi, comportamenti e produrre quel cemento culturale che è il vero ingrediente mancante in questa città. Perciò, se dal cimento delle idee e delle posizioni, si arriva al cemento culturale che, solo può vivificare la rinascenza umanistica e la riduzione delle aree pompeiane, solo allora vivremo la Città degna di questo nome”.
“Cominciamo ad indicare tre modelli culturali-elettorali: il primo solo una grande lingua, il secondo un cervello, il terzo un cervello ed una lingua tenuti insieme dagli artigli di un’aquila. Vorrei infine ricordare che il 3 febbraio è l’anniversario del terremoto del 1703, una data che ha segnato la nostra storia, e che andrebbe ricordata come merita, la pari del 6 aprile 2009”.






