L’AQUILA – “Un processo delicato con 9 morti come quello per il crollo dell’edificio di via XX settembre 79 non può andare avanti con solo due udienze ogni 12 mesi: di questo passo ci metteremo anni e anni a concluderlo”.
A lanciare l’allarme all’indomani dell’udienza dibattimentale rinviata al prossimo 15 novembre dal giudice del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco è uno degli avvocati di parte civile di questo procedimento, Gregorio Equizi.
Un ruolo delicato, il suo, perché “quel palazzo lo conosco bene, ci ho abitato per vent’anni e ci avevamo lo studio: il mio approccio è meno distaccato e più appassionato, conoscevo benissimo tutte le persone che sono morte”.
“Pur essendo consapevole del carico di lavoro del tribunale in generale e del giudice in particolare – afferma Equizi – ritengo che questo processo meriterebbe più udienze, almeno una al mese dedicata, compatibilmente con quelli che sono i tempi”.
Il giovane legale ricorda che “è un filone complesso, nel quale bisognerà sentire periti e consulenti tecnici, e accertare le cause del crollo che sono difficili da individuare”.
Un problema di difficile soluzione visto che Grieco, oltre la normale attività di giudice deve svolgere anche il ruolo di facente funzione per l’indisponibilità del presidente Giovanni Novelli.
“Non ce l’abbiamo con il giudice – precisa ancora Equizi – ma a Grieco lo abbiamo detto in aula, chiedendo un’udienza prima di novembre. Il problema è che attualmente ha tutto il calendario pieno”. (alb.or.)






