ROMA – “Questo governo non guarda in faccia nessuno”. Così il premier Matteo Renzi ha respinto l’accusa di un conflitto di interesse del ministro Maria Elena Boschi sulla vicenda banche.
“Se immagina che scarichi la responsabilità sugli altri, come faceva la politica in passato, ha sbagliato persona – ha aggiunto il presidente del Consiglio rispondendo alle domande di Massimo Giletti ieri a L’Arena – Banca d’Italia e tutte le altre istituzioni godono del rispetto del governo italiano: la questione non è giocare allo scaricabarile”.
“Il sistema delle banche italiano va ripensato – ha aggiunto – La prossima mossa che faremo sarà unificare sempre più le banche del credito cooperativo, che sono anche belle ma devono essere più solide. E poi ci sono troppe poltrone. È il momento di voltare pagina”.
La Banca d’Italia ha intanto pubblicato sul proprio sito 10 risposte alle domande dei risparmiatori.
L’azzeramento delle obbligazioni subordinate delle 4 banche (Carife, Carichieti, Banca Etruria e Banca Marche) non è stato frutto di “scelte discrezionali” della Banca d’Italia ma determinato “in base a precise modalità e secondo criteri di valutazione stabiliti dalla direttiva europea”.
Via Nazionale aggiunge come la “scelta di applicare le nuove norme anche agli strumenti già collocati è dovuta alla direttiva europea”.
Fra le diverse risposte l’istituto centrale sottolinea come “nel caso delle 4 banche messe in risoluzione in novembre, le perdite da valutazione di ciascuna banca erano superiori al valore degli strumenti di capitale che includono le azioni e le obbligazioni subordinate. Per questo sono state sacrificate per l’intero ammontare del loro valore. Le perdite ulteriori sono state coperte dal Fondo di risoluzione” (pagato da tutte le altre banche del sistema ndr).
La Banca d’Italia sottolinea poi come, vista “la preclusione degli uffici della Commissione europea” all’intervento del Fondo tutela depositi (Fitd), non vi fossero alternative private come un aumento di capitale. “Non ci risulta. Abbiamo accertato che non vi erano privati disponibili a intervenire e non abbiamo riscontrato iniziative concrete e serie disponibilità da parte dei soci a promuovere aumenti di capitale”.
Sul crac delle banche è intervenuta anche la Consob.
“Le ricostruzioni di stampa forniscono un quadro fuorviante e non rispondente alla realtà”, “tutte le informazioni di vigilanza su Banca Etruria a disposizione di Consob sono confluite nella documentazione di pubblico dominio diffusa dalla banca”, ha scritto la Commissione in una nota, in riferimento ad alcuni articoli di stampa in merito alla presunta autorizzazione, che nel dicembre 2013 sarebbe stata rilasciata da Consob, alla pubblicazione dei prospetti informativi di emissioni di obbligazioni subordinate.
Nella sua nota la Commissione chiarisce inoltre di non aver autorizzato nel dicembre 2013 alcun prospetto informativo su prodotti finanziari emessi da Banca Etruria.
In piena coerenza con la normativa vigente, Consob è intervenuta, invece – anche a seguito di un’informativa ricevuta da Banca d’Italia il 6 dicembre 2013 – affinché Banca Etruria integrasse, con un apposito supplemento, il prospetto informativo dell’aprile 2013 su un’offerta di obbligazioni subordinate, terminata a ottobre dello stesso anno.
In base alla disciplina europea sul prospetto, la pubblicazione di un supplemento fa scattare la clausola di revocabilità degli ordini a tutela degli investitori che avessero sottoscritto in precedenza. Il termine di revoca, secondo la direttiva Ue, è di due giorni. Inoltre, si legge nel comunicato, nel dicembre 2013, al momento dell’autorizzazione alla pubblicazione del supplemento, non era in corso alcuna offerta.
Successivamente non sono state più effettuate da Banca Etruria offerte di obbligazioni subordinate al retail.Nessun segnale è giunto a Consob secondo cui l’offerta di Banca Etruria in questione sarebbe risultata idonea esclusivamente ad investitori istituzionali.
Sono pertanto del tutto infondate – conclude la nota – le affermazioni secondo cui Consob avrebbe omesso di fornire ai risparmiatori informazioni rilevanti.



