ROMA – “Con due dosi di vaccino bassa probabilità di infezione variante indiana . Terza dose? A settembre capiremo se sarà necessaria”.
Lo afferma prof. Massimo Clementi, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, autore del libro “Virosfera” con Giorgio Palù, durante il programma “L’imprenditore e gli altri” condotto da Stefano Bandecchi, fondatore dell’Università Niccolò Cusano, su Cusano Italia Tv .
“Sono rimasto sorpreso favorevolmente dal fatto che in Gran Bretagna, pur partendo in ritardo, con un’epidemia che a Natale aveva raggiunto livelli molto elevati in quel Paese, utilizzando la strategia dell’unica dose Astrazeneca a tutti, sono riusciti ad avere una protezione globale che ha fermato l’epidemia – ha detto Clementi -. Quindi chapeau a Johnson e a questa strategia che andava contro anche ad alcuni dettami di carattere scientifico. E’ chiaro che non avevano fatto i conti con alcune evenienze, come ad esempio la variante indiana che è particolarmente prona ad infettare anche persone con anticorpi, soprattutto quelle che non hanno un’immunità elevata. Se sei immunizzato con entrambe le dosi hai una bassa probabilità di infettarti, se hai fatto solo una dose hai un livello di anticorpi troppo basso”.
Sulla terza dose ha aggiunto: “Se sarà necessaria dovremo deciderlo a settembre-ottobre, perché in quel momento avremo una valutazione complessiva dell’attuale situazione: quanti soggetti saranno vaccinati, quanti avranno raggiunto l’immunità completa e anche che cosa ci dirà l’industria farmaceutica. Questi vaccini possono essere modificati in modo sartoriale rispetto al virus che circola, questo è il grosso vantaggio che la tecnologia dell’rna messaggero ci ha dato. Questo cambierà radicalmente la nostra modalità di approcciare alle malattie infettive”.






