ROMA – “È in atto un confronto continuo e costruttivo con i sindaci delle aree metropolitane e con l’Associazione dei Comuni. Il ministero è pronto a rispondere alle richieste”.

E’ quanto assicura il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in un’intervista al Corriere della Sera.

Alcuni sindaci, a suo avviso, “hanno sentito sulle loro spalle un peso eccessivo” e insieme con i governatori “sono in prima linea, ma il collante che ci tiene uniti non può che basarsi sullo spirito di collaborazione tra istituzioni. Se ogni sindaco volesse un ulteriore contingente fisso anche nelle città più piccole, non sarebbe possibile. Il momento di sintesi non può che essere nei comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Lamorgese spiega che i reparti mobili “non sono utilizzabili per questo tipo di controlli” e sottolinea che “stiamo facendo e faremo di tutto per evitare” il lockdown, perché “sarebbe un colpo durissimo all’economia e per la tenuta sociale del Paese. Divieti e chiusure limitate sono necessari proprio per prevenire situazioni e restrizioni peggiori, perciò i controlli devono essere rigorosi e i cittadini devono guardare alle forze dell’ordine come alleati, non come controparte”.

Sugli eventuali errori fatti commenta: “Sicuramente stiamo scontando atteggiamenti disinvolti che, soprattutto durante le vacanze estive, hanno fatto abbassare la guardia a molte persone. Ora però il richiamo al senso di responsabilità deve riguardare anche tutti coloro che operano nelle istituzioni”.

Sul versante politico “è il momento della condivisione e della responsabilità di tutti, al di là dell’appartenenza. Mi sembra che ci sia troppa conflittualità. Di fronte alle grandi emergenze sarebbe bene che le forze di opposizione e di governo lavorassero insieme, seppure con ruoli e responsabilità distinte”.