L’AQUILA – La Procura della Repubblica dell’Aquila ha chiuso una indagine sullo spaccio di cocaina, avviata durante il periodo del lockdown per il Covid, nella quale sono indagate 29 persone. Lo riporta il Messaggero precisando che la droga nel capoluogo veniva consegnata anche sul posto di lavoro dei consumatori nell’ambito di un mercato evidentemente molto fiorente.
Al punto che alcuni degli spacciatori, pur di consegnare la droga, erano soliti uscire dai domiciliari cui erano confinati.
Questi gli indagati aquilani: Salvatore Moreci, Orlando Migliozzi, Luca Soccorsi, Andrea Marinangeli, Franco Marra, Stefano Valente, Michela Marchetti Poi Enzo Gargivolo di Pescara, ma residente a Vasto, Rosetta Cirelli di Termoli, Giuseppe Ughetto Cavatassi, residente ad Alba Adriatica. A L’Aquila sono poi indagate Valentina Vespa, che è estranea allo spaccio, ma è sotto inchiesta per una presunta falsa testimonianza che sarebbe stata commessa nel momento in cui è stata sentita come persona informata sui fatti. E Roberta Rossi è estranea dall’accusa di spaccio ma è sotto indagine per favoreggiamento, anche in questo caso in seguito ad una presunta falsa testimonianza.
Nell’elenco degli indagati anche gli stranieri come gli albanesi Dorian Biba, Caljdi Belaj, Lulezim Belaj, Alesio Xhafa, Ervin Shahaj, Mateo Isufaj e i macedoni Kujtim Mustafi, Irfan Sulejmani, Mujadin Dashi e gli egiziani Abdelgawad Gaballa, Mohamed Ahmed, Alì Mohamed Khidhr; i romeni Constantin Covaci Alexandru e Daniela Tala; i marocchini Mati El Etthalaouy, e Abdellah Elhasbit e il greco Hristo Konomi.
Nel corso del procedimento gli accusati sono assistiti dai legali Sonia Giallonardo, Francesca Caccia, Alessandro Tomassoni, Francesco Valentini, Giulio Michele Lazzaro, Fabio Alessandroni, Chiara Marra, Pasquale Milo, Roberto Tinari i quali hanno 20 giorni di tempo per presentare controdeduzioni o far interrogare i loro assistiti.






