L’AQUILA – Da domani in tutta Italia non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto, mentre resta l’obbligo in spazi chiusi. Il rischio varianti impone però prudenza e così il governo affila le armi per limitare i focolai e l’aumento dei contagi. Tenuto conto che ci sono ancora due milioni e 700mila cittadini che hanno più di 60 anni e non hanno fatto neanche una dose di vaccino, dunque non hanno alcuna protezione contro il Covid.

In Abruzzo i casi di variante delta sono saliti ad otto, segnalati dalla Asl di Teramo e da quelal di Chieti, scoperti grazie alle attività di sequenziamento eseguite dall’Istituto zooprofilattico G. Caporale.

Buona notizia è però che i contagi anche in Abruzzo continuano ad essere estremamente contenuti: in base al bollettino di oggi appena 29 nuovi positivi, di cui però ben 25 in provincia di Teramo, mentre solo due in provincia dell’Aquila uno in provincia di Chieti, e uno in provincia di Pescara. Sono stati eseguiti 1.927 tamponi molecolari e 2.743 test antigenici,.

Anche oggi nessun nuovo decesso,  con sette guariti. Gli attualmente positivi sono ora 1.029, con 26 ricoverati in area medica uno in più rispetto al bollettino precedente, resta un solo ricoverato in terapia intensiva, sono 1.002 i contagiati in isolamento domiciliare.

Sul fronte vaccinale sono 1.191.376 e dosi consegnate in Abruzzo, di cui 1.079.340 già inoculate, pari al 90.6% e sono 374.142 i cittadini residenti in regione già vaccinati. Solo nella giornata di ieri sono state inoculate 3.662 dosi, di cui 10 di Johnson & Johnson, 548 di Moderna, 3.001 di Pfizer e 103 di Astrazeneca. Nelle ultime 24 ore sono 2.093 gli abruzzesi a cui è stata somministrata la prima dose, 1.559 i cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda, mentre sono 10 i cittadini ai quali è stato inoculato il monodose della Janssen. L’ultima media mobile a 7 giorni di dosi somministrate ogni giorno in Abruzzo è di 10.299, di queste 83 sono monodose. Dunque, a questo ritmo ci vorrebbero 3 mesi e 4 giorni per coprire l’80% della popolazione vaccinabile e l’obiettivo sarebbe raggiunto il 28 settembre 2021 in linea con le previsioni del governo per fine settembre.

Tornando alla variante “delta”, I dati del report di venerdì dell’Iss parlano poi chiaro: in poche settimane i casi si sono quadruplicati, arrivando al 16,8%. Ma l’indagine veloce che sarà pubblicata nei prossimi giorni (con la fotografia al 22 giugno) potrebbe rivelare un quadro già molto cambiato, con una percentuale di incidenza vicina a una soglia del 20-25% sul totale dei casi che, secondo Carlo La Vecchia, epidemiologo e ordinario all’Università di Milano, potrebbe far scattare quel nuovo aumento di contagi tanto temuto. Anche se, auspica nel confronto con quanto sta avvenendo all’estero e in particolare nel Regno Unito, questo non significa che ci si debba trovare di fronte ad una situazione come quella passata, grazie alle vaccinazioni già fatte.

L’ultimo report del governo conferma quello che rimane il problema principale della campagna vaccinale, che non è certo la scarsità di dosi paventata dalle regioni visto che nei frigoriferi ce ne sono quasi 5,5 milioni e il Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo ha ribadito che a luglio arriveranno 14,5 milioni di ‘shot’ rispetto ai 15,3 consegnati a giugno, con un calo di solo il 5%. Una situazione che spinge le regioni stesse ad anticipare i richiami per gli over 60 che hanno avuto già la prima dose, per tentare di frenare la variante Delta la cui diffusione, in meno di un mese, è quadruplicata.

Contro la variante Delta il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli ha sottolineato la necessità che si potenzi il sequenziamento e il tracciamento ma ha anche ipotizzato il ritorno delle zone rosse. Possibilità che Forza Italia, con il presidente dei senatori Anna Maria Bernini, respinge al mittente: “preannunciare nuovi lockdown rischia di diventare un boomerang nel momento in cui l’Italia sta faticosamente ripartendo”.

Matteo Salvini, invece, se la prende con il presidente della Campania Vincenzo De Luca per l’ordinanza che conferma l’obbligo di mascherine anche all’aperto in tutta la regione. “Mentre l’Italia finalmente da lunedì si libera dalle mascherine all’aperto, in Campania il signor De Luca vuole continuare a imporle a tutti, unico nel Paese, insieme ad altri assurdi divieti. Da una parte ci sono la libertà, il buonsenso, il diritto al lavoro, dall’altra ci sono inspiegabili divieti e ideologia”.