L’AQUILA – A margine della lezione tenuta all’auditorium della Scuola sottoufficiali della Guardia di finanza, con cui è stato tracciato il percorso travagliato che ha portato l’Italia ad avere una sua costituzione, dallo Statuto ‘Albertino’ fino a De Gasperi, il presidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo, ha colloquiato pochi istanti con i giornalisti, prima di lasciare l’auditorium.

In particolare, De Siervo ha risposto alle domande di AbruzzoWeb sulla perdita di sovranità dello stato Italiano, ‘secondo’ rispetto alla Unione europea, così come deciso dal Trattato di Lisbona.

Presidente, il Trattato di Lisbona e la Costituzione europa sono oggi più forti della Costituzione italiana?

No, le norme comunitarie sono state rese possibili da alcune disposizioni della Carta Costituzionale italiana.

E la nostra sovranità nazionale?

C’è una norma specifica della nostra Costituzione che dice che l’Italia può rinunziare, a condizione di parità, a ridurre la propria sfera di sovranità a favore di sistemi che garantiscano la pace e lo sviluppo delle relazioni. Quindi, l’Unione europea si muove in quest’area, o di dovrebbe muovere in quest’area.

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Va sottolineato che, nell’opinione legale 1/91, la Corte europa di Giustizia decide che i Trattati Ue sono la carta costituzionale della comunità a cui gli Stati sottomettono i loro diritti sovrani. La legge Ue forma la base costituzionale della comunità.

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