L’AQUILA – “La responsabilità è grande, l’impegno anche, ma sono un abruzzese e ho tenacia ed esperienza sufficienti per affrontare sfide così difficili”.

Carlo Costantini appare deciso e molto motivato dopo la nomina a commissario dell’Italia dei Valori nel Lazio, seguita alle dimissioni di Vincenzo Maruccio da capogruppo, consigliere e segretario regionale del partito, indagato per peculato.

Dopo gli scandali che hanno investito la Regione Lazio, il partito ha commissariato l’intera struttura regionale del partito per “fare piazza pulita”, come scritto in una nota dell’Ufficio di presidenza dell’Idv.

L’attuale capogruppo dipietrista al Consiglio regionale dell’Abruzzo e componente dell’ufficio di presidenza nazionale si dice prontissimo al nuovo incarico.

“Mi aspettano le elezioni comunali di Roma – spiega –  le regionali e le politiche in una delle regioni più grandi d’Italia. Il partito è comunque presente, c’è una buona organizzazione territoriale e il sostegno di molti cittadini. Vincenzo Maruccio si è dimesso dicendo di voler affrontare la questione da privato cittadino, dovendosi assumere tutte le responsabilità del caso. Noi daremo tutta la collaborazione possibile ai magistrati affinché svolgano tutti gli accertamenti per arrivare alla verità”.

“Sul piano politico – aggiunge – vogliamo far comprendere che l’Idv è un partito diverso dagli altri.  Perderebbe di valore quello che abbiamo fatto fino a oggi, è necessario rilanciare una prospettiva”.

In merito ai controlli della Guardia di finanza che stanno interessando molte strutture regionali dello stivale, per Costantini l’Abruzzo, in questo senso, non ha nulla da temere.

“I controlli sono sempre benvenuti – spiega – ma credo che possiamo stare tranquilli. Sono stati pubblicati i numeri del nostro bilancio, parliamo di 400 euro al mese a consigliere comunale, un ventesimo rispetto a quello che prende un consigliere del Lazio. Abbiamo i bilanci e rendiconti pubblicati online e il controllo dei revisori dei conti. L’Abruzzo ha una struttura regolamentare e organizzativa di controllo preventivo che rende tecnicamente impossibile situazioni del genere”.

Nessuna festa in maschera, quindi, per l’Abruzzo? “Quella fatta in Lazio costava tre anni di bilancio dell’Idv! Avremmo già chiuso”, conclude.