L’AQUILA – Lezioni online o via Skype dal salotto delle proprie case, appello, spiegazioni, appunti, tutto davanti allo schermo del pc: Inizia così la prima settimana di scuola “alternativa” ai tempi del coronavirus.
Il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina hanno ufficializzato la sospensione dell’attività didattica in tutte le scuole di ogni ordine e grado e nelle università fino al 15 marzo.
Seppur con diverse modalità, la soluzione dei vari Istituti scolastici italiani, dalle medie fino all’università, ha un comun denominatore: Il web, che per una volta unisce tutti, dai più grandi ai più piccoli, diventando un mezzo fondamentale per non restare indietro con il programma.
Tra preoccupazione per il numero dei contagi in Italia e alcune criticità che stanno emergendo sul nuovo Dpcm che contiene misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus, anche gli studenti abruzzesi sono chiamati ad affrontare l’emergenza, attivandosi per svolgere una funzione di raccordo tra le istituzioni locali e gli studenti del territorio.
Proprio in quest’ottica, a 24 ore dalla pubblicazione del Decreto Legge, i rappresentanti d’Istituto dell’Aquila si sono incontrati per fare il punto e decidere, tutti insieme, come affrontare le prossime settimane e i festeggiamenti per i 100 giorni dall’esame di stato, rimandati a data da destinarsi.
All’incontro erano presenti: Luigi Colagrande e Alessandro Calzolaio, rappresentanti del liceo Cotugno, e alcuni esponenti della Consulta provinciale degli studenti Filippo Pansini e Paolo Antonelli, rispettivamente dell’Istituto tecnico geometri e liceo Cotugno, insieme a Tommaso Cotellessa, coordinatore regionale degli studenti.
Si pensa di recuperare la manifestazione dei 100 giorni tra il 20 ed il 28 aprile in concomitanza dei 50 giorni agli esami di stato, ma intanto i giovani abruzzesi si sono trovati a dover affrontare una “prima prova di maturità” nella vita di tutti i giorni, in attesa dell’esame che inizierà a giugno.
In un clima di psicosi generale, che sta danneggiando diversi settori economici del Paese, i ragazzi, investiti di grande responsabilità, stanno cercando di gestire la comunicazione e la corretta informazione tra istituzioni e studenti, sfatando il luogo comune che le nuove generazioni siano lontane dai problemi che la società vive quotidianamente.
Oggi che la scuola è chiusa e le “lezioni in classe sono sospese”, come non è mai accaduto nella storia della Repubblica, gli studenti si sono detti pronti a scendere in campo attivamente: perché “la scuola, intesa come socialità, integrazione, formazione, maturità, cultura e sviluppo, non si può fermare”.
“Dato il decreto legge del governo che nega tutte le manifestazioni in luogo pubblico e privato, ovvero tutti gli assembramenti, data la situazione incerta della chiusura delle scuole, ad oggi, dopo un incontro tra tutti i rappresentanti degli istituti superiori aquilani e un assessore comunale, ci sembra opportuno rinviare la giornata dei 100 giorni in via precauzionale, allineandoci alle direttive del nostro governo. Confidiamo nella possibilità di poter ri-organizzare questa giornata di festa e divertimento in un momento più opportuno. Tuttavia con ciò non abbiamo intenzione di creare allarmismo e fomentare la dilagante psicosi di questi giorni: è solamente una misura precauzionale che abbiamo deciso di adottare per godere a pieno di questo giorno in un momento più sereno”.
Questa la comunicazione inviata ai colleghi dai rappresentanti organizzatori: Tommaso Cotellessa, Alessandro Calzolaio, Luigi Colagrande, Paolo Antonelli, Filippo Pansini, Andrea Crisi, Laura Cibaldi, Ercole De Amicis, Federico Basile e Nicolò Cancelli.
Inizialmente Luigi Colagrande, insieme agli altri rappresentanti, aveva proposto di svolgere la “benedizione delle penne”, che come da tradizione si svolge ogni anno nel santuario di San Gabriele a Isola del Gran Sasso (Teramo), il 9 marzo, data prevista per i 100 giorni, ma all’Aquila, in piazza Duomo, fuori dalla chiesa di Santa Maria del Suffragio, conosciuta come “Anime Sante”.
Questo dopo che il santuario ha deciso di annullare l’evento, scelta che in ogni caso è stata presa prima della pubblicazione del decreto.
Dopo l’uscita del Dpcm, i rappresentanti hanno deciso di annullare la benedizione, la cena e la tradizionale serata, che sarà recuperata, di concerto con il ristorante Villa Giulia e la discoteca Il Bliss.
A celebrare la funzione religiosa sarà don Daniele Pinton.
Sulla problematica legata alla difficoltà nel proseguire il programma scolastico è intervenuto Paolo Antonelli, che ha proposto la sperimentazione di una didattica alternativa attraverso lo “smart working”, tenendo delle lezioni in streaming, così da non perdere giorni utili di insegnamento e di preparazione agli esami.
Un’altra criticità emersa nel corso del summit, sottolineata da Filippo Pansini, è relativa, poi, all’impossibilità di sostenere le prove invalsi, previste proprio in questo mese, propedeutiche agli esami di stato.
Tommaso Cotellessa, a conclusione dell’incontro, ha pubblicato una comunicazione a nome degli studenti abruzzesi: “Vista la situazione eccezionale che stiamo vivendo mi sembra doveroso scrivere ad ognuno di voi per dimostrarvi massima vicinanza, ma soprattutto per comunicarvi come ci stiamo muovendo. Nessuno di noi poteva immaginare una situazione del genere ed è necessario constatare che l’anno scolastico che stiamo vivendo non si prospetta come un anno ordinario. Sono in stretto contatto con l’Ufficio scolastico regionale, con il direttore Antonella Tozza e con i presidenti delle Consulte provinciali Francesco Berardinelli, Simone Bomba e Lorenzo Verna. La posizione che dobbiamo assumere deve essere chiara: non possiamo rinunciare a fare scuola Parlo di scuola in senso ampio, come luogo di aggregazione e formazione, come presidio sociale. Per me fare scuola vuol dire avere rapporti sociali, dibattere, discutere e confrontarsi,tutti insieme come comunità, studentesca ed educante”, ha spiegato.
“È per questo che ci stiamo organizzando per allestire classi digitali che uniscano gli studenti di tutta la regione. Non siamo in quarantena, non possiamo impazzire e non possiamo assolutamente lasciarci travolgere dalla dilagante psicosi. Dobbiamo fare scuola, dobbiamo fare scuola alla società e per la società ovviamente rispettando le norme adottate dal governo. Nel Dpcm del 4 marzo 2020 si invita ad ‘offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive interdette, purché svolte senza creare assembramenti di persone ovvero svolte presso il domicilio degli interessati’ è su questa scia che dobbiamo muoverci – ha spiegato ancora Cotellessa – Ci dicono costantemente che siamo una generazione di ‘sdraiati’, disinteressati, sempre attaccati al telefono o comunque ad uno schermo. Questo è il momento di dimostrare la massima responsabilità e di fare di necessità virtù”.
“Questa volta dimostreremo che quegli schermi non sono macchine demoniache ma che sappiamo usarli responsabilmente e che soprattutto siamo molto meglio di come ci descrivono. Ciò che stiamo cercando di attuare non è tanto una lectio magistralis digitale quanto il favorire i rapporti interpersonali per far sì che ogni singolo ragazzo in questi giorni di sospensione dell’attività didattica non si ritrovi solo, vogliamo mantenere salda la comunità studentesca per questo stiamo lavorando per organizzare dibattiti e video conferenze fra i ragazzi, anche solo per guardarci in faccia anche solo per sapere come stiamo – ha concluso – Dobbiamo ricostruire una normalità nell’anormalità da cui siamo stati travolti, senza farci prendere dal panico. Abbiamo tutti gli strumenti, possiamo farlo, dobbiamo solo abituarci e affrontare al meglio questa situazione. Possiamo fare tantissimo ma dobbiamo farlo tutti ed insieme. Siamo le ragazze e i ragazzi di una regione duramente colpita più volte, siamo noi il futuro di questa regione e possiamo dimostrare che siamo pronti ad adattarci, siamo pronti a affrontare questa situazione facendo davvero scuola! Un abbraccio a tutti, ci vediamo presto sui nostri schermi!”.






