ROMA – Oltre la metà degli italiani, tra gourmet, appassionati del fuori casa e semplici fruitori, tornerebbe ad assaporare pietanze e delizie dei ristoranti anche subito dal momento della riapertura con il via libera alla Fase 2 stabilità dalle strategie di contenimento del coronavirus.
L’assenso a tornare immediatamente a fare un pranzo o una cena nelle strutture ricettive, dopo l’ok del Governo, è il 52% dei connazionali.
Il dato emerge dalla ricerca “La ristorazione e il delivery durante l’emergenza Covid-19” redatta sulla base di un campione di 1.000 persone ed elaborata da Lavinia Martini e da Andrea Di Lorenzo e supportata dall’economista e statistico Francesco Berardini.
L’indagine, che ha riguardato principalmente i residenti del Lazio (65%) e della Lombardia (15%) con una prevalenza di donne (62% contro il 37% degli uomini) e un’età distribuita soprattutto nella fascia 30-39 anni (40%) e 21-29 anni (25%), registra invece in una percentuale del 15% tutti quelli che hanno risposto negativamente ad andare subito al ristorante con l’inizio della riapertura dei locali.
La quota degli indecisi si ferma al 33%.
Alta è anche la percentuale di chi ha un “desiderio impellente” di tornare nei ristoranti dopo la fine dell’emergenza: alla domanda “quanto ti manca andare a pranzo o cena fuori?” il 47% del campione risponde “molto” e il 38% “abbastanza”.
Infine su gli impedimenti di tornare nelle attività di ristorazione il 53%, su un totale di 501 risposte, risponde che ha “paura del contagio”, il 44% dichiara di “avere timore che le attività non rispettino le norme igieniche” che verranno imposte dai futuri decreti e il 28% afferma di non avere voglia di vivere un’esperienza inficiata dalla presenza di troppi limiti.






