L’AQUILA – E’ risultato negativo il tampone eseguito sulla donna, marsicana, che ieri è stata sottoposta a un cesareo nel nuovo “Covid hospital” dell’Aquila, l’ospedale costruito in occasione del G8 del 2009 e ora dedicato completamente all’emergenza coronavirus. Ieri sono state inaugurate, con la benedizione, le prime due sale, con sei posti letto di terapia intensiva che saranno ampliabili fino a trenta e, se dovesse essere necessario, anche a 42.
Già oggi c’è stato il primo trasferimento di un paziente positivo, sotto il coordinamento di Franco Marinangeli, il direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione del San Salvatore.
E’ inoltre in arrivo un paziente da Avezzano, mentre la struttura di Pescara, che è ai limiti, ci ha chiesto di prendere un loro paziente. Entrambi sono presumibilmente da intubare”.
“Quello che si pensava potesse accadere si sta verificando” spiega l’assessore “e cioè che il G8 diventasse una struttura importante non solo per la provincia dell’Aquila ma per l’intera Regione”, dice l’assessore Liris.
La struttura è attrezzata già da qualche giorno per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19. Sono operativi sei posti letto di terapia intensiva con la probabilità di aprire anche una sala operatoria per i malati di coronavirus. Nel G8 ci sarà inoltre la possibilità di portare a 30 posti letto la capacità di assistenza respiratoria, assistenza e terapia semi intensiva.
In relazione al sospetto contagio della neo mamma sottoposta a cesareo, “il tampone è risultato negativo, mentre proseguono i lavori per il triage di Malattie infettive una nuova struttura per consentire di fare tamponi ai sospetti senza passaggi in Pronto Soccorso, evitando il rischio contaminazione dell’ospedale. Esprimo infine soddisfazione” conclude “per l’attivazione dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo per la lavorazione dei tamponi. Saranno abbattuti i tempi di attesa e facilitata la gestione dei pazienti ricoverati”.
Dopo il reclutamento del personale e della restante parte delle apparecchiature, il piccolo ospedale dove i vertici della Asl provinciale hanno deciso di insediare il Covid hospital, oggi potrebbero arrivare altri pazienti, anche trasferiti da Como.
Per ora i posti di terapia intensiva sono tre, tra breve ne verranno attivati altri tre e 24 di terapia sub intensiva.
Nelle intenzioni dei vertici, il reparto di malattie infettive sarà decongestionato con casi sospetti e malati trasferiti al G8.
Sono attesi, intanto, i risultati di oltre trecento tamponi: di questi 39 arrivano dalla provincia dell’Aquila, gli altri dal resto dell’Abruzzo.
Oggi la Regione ha diffuso la notizia di ulteriori 25 positività. Si tratta di un 61enne di Castel di Sangro, un 69enne di Avezzano, un 34enne di Arielli, un 81enne di Ortona, un 65enne molisano domiciliato in provincia di Pescara, un 50enne di Penne, un 44enne di Pianella, un 88enne di Collecorvino, una 96enne della provincia dell’Aquila domiciliata a Silvi, un 73enne di Montesilvano, un 71enne lombardo domiciliato in provincia di Teramo, un 47enne della provincia di Pescara di cui non è indicata la residenza.
Sono poi risultati positivi 3 pazienti di Crecchio: due donne di 58 e 55 anni, e un uomo di 73 anni, deceduto e che soffriva anche di altre patologie. Altri 6 casi riguardano Pescara: 3 uomini di 80, 63 e 60, 3 donne di 62, 75 e 51 anni. Ci sono poi due donne di Elice, di 59 e 67 anni; un uomo e una donna di Citta Sant’Angelo, rispettivamente di 51 e 73 anni.
Con gli ultimi casi salgono a 137 i positivi in Abruzzo al Covid 19.
A seguire i dati per ASL provincial e comuni.
Pescara (81)
29 Pescara, 17 Penne, 6 Città Sant’Angelo, 3 Civitella Casanova, 3 Montesilvano, 2 Loreto Aprutino, 2 Nocciano, 2 Elice, 1 Manoppello, 1 Rosciano, 1 Collecorvino, 1 Cappelle sul Tavo, 1 Castiglione Messer Raimondo, 1 Pianella, 1 Picciano, 1 Moscufo, 1 Alanno.
Lanciano-Vasto-Chieti (30)
6 Ortona, 4 Vasto, 3 Crecchio, 2 Arielli, 1 Francavilla al Mare, 1 San Giovanni Teatino, 1 Guilmi.
Avezzano-Sulmona-L’Aquila (15)
2 L’Aquila, 2 Avezzano, 2 Pescina, 1 Sulmona, 1 Castel di Sangro, 1 Scurcola, 1 Tagliacozzo, 1 San Benedetto dei Marsi.
Teramo (11)
4 Roseto, 3 Teramo, 1 Silvi.
Il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, quale presidente del Comitato ristretto dei sindaci della Asl di Teramo, è tornato a chiedere l’istituzione di una zona rossa nella vallata del Fino. Alla base delle preoccupazioni c’è il dato, definito ‘anomalo’ rispetto al numero degli abitanti, di diffusione del contagio, con quattro casi di positività al virus (due a Castiglione, uno a Montefino e uno a Silvi) sui 9 totali della provincia di Teramo.
Visto l’aumento dei ricoveri, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha firmato ieri sera l’ordinanza n. 7 che prevede nuove misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza relativa al coronavirus. con questa ordinanza si sospendono con decorrenza immediata e fino al 3 aprile i ricoveri programmati sia medici che chirurgici al fine di favorire il massimo utilizzo delle terapie intensive e la disponibilità del personale sanitario per l’emergenza da covid 19.
A confermare la durezza della situazione, l’appello del presidente Marsilio, e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ad aziende, privati e laboratori, affinché donino al sistema sanitario regionale tutti i dispositivi di protezione individuale che attualmente non stanno utilizzando, come tute, camici e mascherine. Cominciano ad arrivare le adesioni da aziende abruzzesi.
I capigruppo regionali hanno da parte loro disposto unanimemente che, a partire da aprile, verrà operato un taglio mensile del 10 per cento sull’indennità di carica di tutti i consiglieri regionali sino a raggiungere la somma di 250 mila euro che verrà destinata all’acquisto di almeno 10 respiratori che sono vitali per i pazienti colpiti in maniera più grave dal coronavirus perché permettono loro di uscire dalla fase acuta, aiutandoli a respirare quando i loro polmoni non ce la fanno da soli, sino a debellare il virus e riacquistare piena autonomia.
Intanto, in provincia dell’Aquila nella giornata di ieri si sono verificati altri casi positivi nella Marsica, in particolare il secondo caso a Pescina, che coinvolge la famiglia di un amministratore, San Benedetto dei Marsi e Cerchio.
In serata ne è emerso uno a Tagliacozzo: Si tratta di un cittadino, ora in quarantena in un’abitazione diversa da quella dove vive la sua famiglia, rientrato nel borgo marsicano da Roma, città in cui lavora.
Sono diversi i tamponi effettuati su casi sospetti, alcuni ricoverati, altri in isolamento a casa.
Tra i risultati si attende il test su una donna morta nell’hospice di Pescina e sull’uomo dell’Alto Sangro passato al pronto soccorso e alla geriatria dell’ospedale dell’Aquila e poi ricoverato a malattie infettive con una condizione piuttosto grave.
Per questa situazione sono stati messi in quarantena alcuni operatori e chiuso il reparto di geriatria che ancora non viene riaperto. La preoccupazione riguarda però alcuni degenti che erano presenti nel momento del ricovero.






