L’AQUILA – E’ scontro sull’erogazione degli assegni di casa integrazione in deroga attesi da migliai di lavoratori a casa per l’emergenza coronavirus. Se da una parte lasserre leghista al Lavoro, Piero Fioretti, annuncia che nella serata di ieri c’è stato il primo via libera all’Inps per l’erogazione della Cassa integrazione in deroga in favore di 264 lavoratori, pari a 63.056 ore, e oltre 500 mila euro di valore”, la deputata del Partito democratico, Stefania Pezzopane, sostiene in un’interrogazione chiede al “Governo quante richieste complessive sono pervenute dalla Regione Abruzzo all’Inps per la cassa integrazione in deroga”, e se corrisponde al vero quanto affermato dall’Inps secondo cui l’Abruzzo non abbia ancora inviato nessuna richiesta”.
Vanno all’attacco, sostenendo che “l’Abruzzo è al palo”, nella partita della cassa integrazione, anche Michele Fina, segretario Regionale PD Abruzzo, Daniele Marinelli, responsabile Economia e Lavoro Pd, Daniele Licheri, segretario Regionale Si Abruzzo, Fabio Ranieri e Tommaso Di Febo, coordinatori Regionali Articolo Uno Abruzzo, Giorgio D’Ambrosio, segretario Regionale Psi, e Camillo D’Alessandro, deputato di Italia Viva.
“L’Inps per quanto riguarda l’Abruzzo – spiega Pezzopane – ha ricevuto 2.313 domande per l’accesso al Fondo di integrazione salariale: 675 a Chieti, 667 a Pescara, 540 a Teramo e 431 in provincia dell’Aquila. Il punto di caduta riguarda appunto la cassa integrazione in deroga, gestita dalla Regione tramite la piattaforma telematica, che sta raccogliendo le domande. Il sistema è stato attivato più di dieci giorni fa, ma l’Inps, a quanto pare, non ha ancora ricevuto neppure una pratica dalla Regione, pertanto non può provvedere alla liquidazione delle indennità che riguardano circa 54mila lavoratori in Abruzzo, tutti di micro e piccole imprese, da uno a cinque dipendenti”.
“Sulla cassa integrazione in deroga c’era già stato un problema in Abruzzo, con una partenza in ritardo delle procedure telematiche per la presentazione delle domande da parte delle aziende, poi superata con l’annuncio del via alla presentazione delle istanze. Un provvedimento attesissimo dal sistema economico locale, costretto al lockdown. Auspichiamo pertanto che il Governo intervenga subito nei confronti della regione per accelerare tutte le procedure necessarie per la cassa integrazione in deroga e perché non siano lavoratrici e lavoratori a pagare le incapacità della regione”, conclude Pezzopane.
“Sulla cassa integrazione in deroga la Regione Abruzzo è ferma al palo”, si legge nella nota di fuoco delgi esponenti del centrosinistra.
“Sembra incredibile ma è proprio così: l’Inps ha comunicato di non aver ricevuto neppure una pratica. Siamo a quota zero, mentre circa 54mila lavoratrici e lavoratori abruzzesi aspettano la liquidazione della loro indennità. Come abbiamo più volte denunciato, raccogliendo l’allarme e il grido di dolore da parte delle forze sociali, la Regione si è fatta trovare completamente impreparata: prima l’inspiegabile ritardo nell’attivazione delle procedure; adesso questa incredibile attesa prima dell’inoltro all’INPS delle pratiche ricevute sulla piattaforma online regionale. Adesso basta; c’è un limite a tutto. Fin dall’inizio di questa emergenza, la coalizione di centrosinistra abruzzese, con grande senso di responsabilità, si è astenuta dalle polemiche e ha manifestato piena volontà di collaborazione, dichiarando la propria disponibilità a dare una mano”.
“Per tutta risposta abbiamo dovuto assistere all’atteggiamento irresponsabile di una Regione interessata soltanto a pretestuose polemiche con il Governo Nazionale e prigioniera della sua stessa propaganda – prosegue la nota -. Il lavoratori abruzzesi stanno pagando sulla loro pelle i ritardi, l’inadeguatezza e l’improvvisazione di chi ha la responsabilità di governare l’Abruzzo ma si comporta come se così non fosse. Oggi Marsilio dichiara alla stampa di voler svolgere un ruolo da protagonista, avviando una campagna di confronto con le forze produttive e sindacali. Il governatore è senza vergogna”.
“Si tratta delle stesse forze produttive e sindacali che da settimane chiedono invano di essere ascoltate, che hanno espresso in tutti i modi possibili le loro preoccupazioni per lo stato di incertezza e di confusione delle procedure regionali e che sono state escluse da ogni confronto prima che la maggioranza partorisse una legge sull’economia infarcita di propaganda che lascerà tra le mani delle imprese e dei lavoratori soltanto un pugno di mosche. E’ ora di scendere da Marte e capire che la misura è colma. Così non si governa una Regione come l’Abruzzo. Siamo stufi di assistere all’irritante spettacolo di chi pensa soltanto a mettere a disposizione una cassa di risonanza a Meloni o Salvini, mentre gli abruzzesi sono costretti a pagare il prezzo di questo disastro. Si provveda immediatamente a colmare il ritardo, convocando le parti sociali e dando finalmente risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori che da troppo tempo soffrono l’inaccettabile inconcludenza del Governo regionale”, conclude la nota.



