L’AQUILA – “Sto predisponendo una lettera a tutti i parlamentari abruzzesi, in cui chiedo innanzitutto sostegno alle attività economiche che più di altre stanno subendo le conseguenze di questa emergenza. Bene la sospensione delle tasse, che il governo sta per predisporre, ma la nostra esperienza post-sisma insegna che il vero beneficio è la loro riduzione e rateizzazione”.
E’ uno dei passaggi salienti della conferenza stampa “versione coronavirus” del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha tenuto una diretta streaming pubblicata e diffusa sul suo profilo facebook.
Biondi ha poi detto che la ricostruzione post-sisma 2009 per ora va avanti, visto che se si adottano le misure di sicurezza anti contagio va avanti.
Biondi ha affrontato i vari aspetti della risposta che la città sta dando in questi giorni difficilissimi, alla luce dell’applicazione del Dpcm del premier Giuseppe Conte del 9 marzo, che minimizza gli spostamenti dalla loro abitazione dei cittadini, e limita all’indispensabile le attività commerciali.
Biondi ha innanzitutto spiegato che a L’Aquila non è stato attivato il Coc, il Centro operativo comunale, perché “in d’accordo con la Prefettura, questo è un obbligo previsto solamente in caso di contagio conclamato. Abbiamo però istituito una mini unità di crisi, all’interno del Comune, che è continuamente al lavoro dalla mattina alla sera, e talvolta anche la notte. Unità di crisi che è sostenuta dal punto di vista tecnico-scientifico dalla Asl e dall’Università”.
Aggiunge poi che le misure del dpcm sono “dure”, ma vanno adottate senza discutere, perché “compito prioritario è quello di garantire la tenuta del sistema sanitario: basta sfogliare i giornali, ogni giorno anche regioni più attrezzate dell’Abruzzo in termini sanitari sono vicine al collasso. La Lombardia ad esempio ha comunicato che mancano 500 addetti rianimatori. Da questo punto vista è importante anche non intasare il pronto soccorso e chiamare il 118 solamente in caso di necessità, perché ogni posto letto occupato in più, potrebbe essere un posto letto in meno in meno a disposizione dei casi più gravi”.
Biondi rivela poi che “questa mattina con il primario di anestesia e rianimazione, il professor Franco Marinangeli, ho fatto un sopralluogo all’ospedale del G8”, che assieme all’intero nosocomio aquilano che ha ottimi reparti di rianimazione, è un hub che potrebbe accogliere pazienti da altri territori, in caso di recrudescenza ulteriore dell’emergenza.
Ma il passaggio più sostanzioso del breve intervento del sindaco è dedicato alle misure economiche per sostenere un’economia nazionale al collasso, e che sono in queste ore allo studio del governo.
“Sto predisponendo una lettera a tutti i parlamentari abruzzesi – spiega Biondi – e a breve sentirò anche colleghi sindaci di capoluogo di provincia in maniera che la richiesta sia più forte e condivisa. Nella lettera chiedo innanzitutto sostegno alle attività economiche che più di altre stanno subendo la crisi, e parlo a titolo esemplificativo e non esaustivo, di ricettività alberghiera ed extralberghiera di coloro che fanno somministrazione cibi e bevande, strutture legate al turismo, allo sport, degli istituti di cultura. Insomma tutte quelle attività che ora sono ferme, non possono recuperare i soldi che non incassano in questi in questi giorni. A tutte queste categorie dovrà essere garantito l’accesso agli ammortizzatori sociali, a seguire sicuramente bisognerà intervenire anche sulle altre attività produttive che pure stanno subendo la crisi”.
“Una questione mi preme sottolineare, perché già l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle – prosegue Biondi -: la sospensione di adempimenti fiscali e contributivi da solo non basta, perché questo è un territorio che già si è indebitato, a seguito degli effetti del sisma del 2009, al limite del sopportabile. L’abbiamo visto in occasione del terremoto i benefici della sospensione sono stati per l’ immediato. Ma la prospettiva era molto nera e i benefici, quelli veri, si sono avuti solo nel 2011, quando si è deciso l’abbattimento al 60% delle tasse non pagate e la restituzione in 10 anni”.
Questa volta però lo Stato, che dovrà intervenire in tutta Italia, e non in un limitato territorio dichiarato cratere sismico, concede il sindaco, “dovrà fare sicuramente una differenziazione perché ci sono delle categorie che sono state colpite direttamente categorie che non sono stati molto meno o anche per nulla”. segue



