L’AQUILA – Alla fine, dopo tante proteste, e con i lavoratori che manifestavano fuori palazzo dell’Emiciclo, è stato approvato in Consiglio regionale un emendamento che stanzia 1 milione di euro per i centri di ricerca regionale, Crab, Cotir e Crivea, dove dipendenti vantano anche 20 mesi di stipendi arretrati non pagati.
Altra importante legge approvata in tarda serata, quella che trasforma l’Agenzia regionale per l’informatica e la telematica (Arit) in Agenzia regionale di informatica e committenza (Aric), che consentirà all’Abruzzo di uniformarsi alle regioni virtuose d’Italia con l’istituzione di una Centrale Unica di Committenza con funzioni di soggetto aggregatore e stazione unica appaltante.
Ok anche alla legge di riordino sulle sagre d’Abruzzo, al progetto di legge che sostiene con un contributo di 100 mila euro l’organizzazione del raduno nazionale dei Bersaglieri a Pescara per l’anno 2017, la proroga dei progetti per le infrastrutture post-sismiche nel cratere sismico.
Prorogato il commissariamento Arap, agenzia regionale delle attività produttive, ma è stato approvato un provvedimento che impone di nominare il cda entro il 30 settembre 2017.
Il tutto però dopo ore di nulla di fatto, con il Consiglio che è cominciato alle 18, quando la convocazione era stata fissata per le 11 del mattino.
Un andazzo che ha fatto arrabbiare nel corso della giornata, nei banchi dell’opposizione, il capogruppo del Nuovo centro destra Giorgio D’Ignazio.
“La riunione doveva cominciare alle ore 11 ma alle ore 18 non è stata ancora approvata nessuna legge – ha detto D’Ignazio si è dibattuto solo di interrogazioni. Intanto, i costi per il funzionamento è per il personale sono una cosa certa”.
“Non si tratta di una situazione isolata – continua l’esponente Ncd – Si tratta di una situazione che si trascina da troppo tempo con una maggioranza incapace di organizzarsi, rispettare gli orari ed assicurare disciplina. Si naviga a vista, per esempio ieri è saltata per mancanza del numero legale la terza commissione, oggi è saltata un’altra commissione mentre nel pomeriggio è stata ripetuta la prima commissione, mentre durante i lavori si è riunita la giunta. Insomma, regna la confusione e l’approssimazione”.
Se le richieste dei centri di ricerca Cotir, Crab e Crivea hanno trovato una risposta, non è avvenuto lo stesso per Associazione regionale allevatori, (Ara) dove i dipendenti sono da ben 30 mesi senza stipendio.
Mauro Febbo di Forza Italia denuncia a tal proposito la “latitanza dell’assessore Dino Pepe sulla richiesta di variazione di bilancio per fondi all’Ara, dove si mettono in discussione ben 2.200 aziende zootecniche e l’intero comparto. Ricordo come lo stanziamento previsto per l’Ara erano quelli già iscritti in bilancio del 2015 che per errori imputabili esclusivamente al l’apparato burocratico regionale non sono stati impegnati entro il 31 dicembre dell’anno scorso, altro che regione facile e veloce”.
Intanto comunque soddisfazione viene espressa dal presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio e dal presidente della prima Commissione, Maurizio Di Nicola, per il milione assegnato a Cotir, Crab e Crivea.
“Ringraziamo i dipendenti dei Centri di Ricerca che in un contesto difficile hanno dimostrato collaborazione e professionalità sul luogo di lavoro garantendo i servizi al mondo agricolo abruzzese” dichiarano i firmatari dell’emendamento.
La svolta dopo le nelle riunioni con i rappresentanti sindacali e con i dipendenti convocati dall’assessori Pepe e Silvio Paolucci, con l’avallo del presidente della Commissione Agricoltura Lorenzo Berardinetti.
Rita Innocenzi, della segreteria Cgil regionale osserva poi in una nota che “l’emendamento, nonostante l’iniziale pessimismo di Febbo, era stato predisposto giorni fa a cura degli assessori Paolucci e Pepe, nel rispetto degli impegni assunti con i lavoratori. Prosegue ora per le organizzazioni sindacali confederali e di categoria il confronto ed il percorso per la definizione del piano industriale e della patrimonializzazione di un nuovo soggetto, ossia di un Centro unico, che dovrà essere in grado di operare dando riscontro alle fondamentali attività delle quali necessita il settore”.
Esprimono soddisfazione invece il primo firmatario Alessio Monaco (Regione Facile) ed il collega Lorenzo Sospiri (Forza Italia), per il contributo di 100 mila euro l’organizzazione del Raduno nazionale dei bersaglieri nella città di Pescara per l’anno 2017, a due anni dal grande raduno degli alpini dell’Aquila.
Alla manifestazione prenderanno parte bersaglieri divisi per regione e sezione di appartenenza di tutta Italia oltre alle autorità locali e nazionali.
“Prevediamo un importante ritorno economico per la città di Pescara e la Regione – afferma Monaco – alla sfilata prenderanno parte anche bersaglieri provenienti dall’estero, siamo certi che sia una vetrina importante per fare parlare bene dell’Abruzzo.
Approvata a maggioranza la norma a firma dei consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci (Pd) e Sclocco, che consente di prorogare i termini per l’esecuzione dei progetti finanziati per l’adeguamento delle infrastrutture sportive, ricreative e per favorire l’aggregazione sociale nella città di L’Aquila e degli altri comuni del cratere di cui alla legge regionale 39 del 2015.
“E’ stata una proroga che si è resa indispensabile visti i ritardi e le difficoltà riscontrate dai Comuni ed Associazioni Sclocco – dichiara Pietrucci – per l’esecuzione dei progetti, ritardi dovuti alle lungaggini amministrative come i pagamenti degli stati di avanzamenti lavori o delle difficoltà dei Comuni per l’acquisizione dei parere da parte degli altri Enti, essendo il territorio del cratere gravato da numerosi vincoli. Ringrazio l’assessore per la sensibilità e la solerzia sui temi che riguardano il cratere dimostrata per altro con la crescente approvazione del Piano Sociale che prevede un’aliquota aggiuntiva del 5 per cento di fondi alle aree del cratere”.
“Sono particolarmente soddisfatto dell’approvazione in Consiglio regionaledella legge che porta la mia firma, legge che consentirà all’Abruzzo di uniformarsi alle regioni virtuose d’Italia con l’istituzione di una Centrale Unica di Committenza con funzioni di Soggetto Aggregatore e Stazione Unica Appaltante”.
Lo scrive in una nota il consigliere regionale di Regione facile Maurizio Di Nicola.
LA NOTA COMPLETA
L’approvazione mi ripaga dei mesi di intenso lavoro di studio, approfondimento e confronto,serviti ad elaborare una norma cheassicurerà regolarità ed economicità nella gestione dei contratti e dei lavori pubblici della Regione Abruzzo.
La creazione di un solido sistema centralizzato di negoziazione permetterà,inoltre,di minimizzare il rischio di infiltrazioni mafiosee garantiràil contenimento della spesa pubblica.
L’Arit diventerà, dunque,Aric e alla nascente Agenzia verrà riconosciuta dall’Anac la nuova funzione di soggetto aggregatore che parteciperà al tavolo dei soggetti aggregatori, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, accedendo ai finanziamenti messi a disposizione nell’ambito per il fondo nazionale per l’aggregazione degli acquisti.
Una rivoluzione migliorativa per la nostra Regione, che semplificherà gli oneri ed i costi di gestione a carico delle Pubbliche Amministrazioni aventi sede in Abruzzo e permetterà una maggiore trasparenza amministrativa.
In altre parole, per capire meglio la portata di questo provvedimento legislativo, grazie alla centralizzazione degli acquisti “il costo delle siringhe, ad esempio, sarà uguale per tutte le Asl della Regione Abruzzo”.
Il presidente Giuseppe Di Pangrazio, in apertura della seduta del Consiglio regionale, ha voluto ricordare i nove italiani vittime della strage in Bangladesh chiedendo all’aula di osservare un minuto di silenzio.
“Dopo Nassiriya è la strage terroristica più grande, con il numero più alto di nostri concittadini coinvolti – ha affermato Di Pangrazio – ed il nostro Paese è sotto attacco come gli altri paesi occidentali, soprattutto per i suoi valori. La politica e le politiche che metteremo in campo da qui ai prossimi anni sono il seme da cui deve nascere una società basata sulla comprensione ed il confronto. Quello che più ci spaventa e che ci angoscia – ha aggiunto il Presidente del Consiglio regionale – è il dover constatare che ormai non c’è più un luogo che non possa essere colpito da questa barbarie. Ma da questa angoscia deve nascere l’esigenza di una risposta comune che non può che essere la più ampia possibile. L’Italia è un grande Paese ed io confido che assieme agli altri leader occidentali saprà trovare la risposta adeguata a tragedie come questa avvenuta a Dacca.




