L’AQUILA – Monta la protesta sul caso Confindustria Abruzzo dopo la notizia dello spostamento della sede dall’Aquila a Pescara ed è rivolta nel capoluogo regionale.
La vicenda, anticipata da AbruzzoWeb, è esplosa a un mese dalle regionali in programma il 10 marzo in Abruzzo entrando nel dibattito della campagna elettorale, con una levata di scudi bipartisan dei rappresentati politici aquilani di centrosinistra e centrodestra, dopo che il Consiglio generale di Presidenza di Confindustria Abruzzo ha inserito all’ordine del giorno dell’assemblea fissata per il prossimo 16 febbraio, la modifica statutaria e il cambio della sede centrale e legale dell’ associazione di categoria.
A riferirlo, per primo, il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci, generando una serie di reazioni a catena mentre si accende lo scontro interno anche tra Confindustria Abruzzo, guidata dal presidente Silvano Pagliuca, e Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, presieduta da Riccardo Podda, che richiede la presenza dell’associazione nazionale al tavolo di lavoro “quale garante del corretto processo di revisione organizzativa” in quanto “il territorio aquilano ha assoluta necessità di essere tutelato anche solo per la concretizzazione delle opere post sisma e per gli investimenti Pnrr”.
In giornata sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi; Vanna Andreola, già dirigente della Regione Abruzzo, candidata nelle file di Demos, capolista nella lista progressista; Rita Innocenzi, sindacalista della Cgil, candidata per il Partito Democratico; Paolo Federico, sindaco di Navelli e candidato di Forza Italia.
BIONDI: “DIBATTITO AVVELENATO DA INTERVENTI SGUAIATI DEL PD”
“Pur consapevole che si tratta di una scelta che attiene alle dinamiche interne di un’associazione di tipo privatistico, non posso non sottolineare, come ho fatto con il presidente Silvano Pagliuca, che la sede legale di Confindustria Abruzzo non può che stare nel capoluogo di regione”, scrive il primo cittadino dell’Aquila.
“Non si tratta di una mera rivendicazione campanilistica – sottolinea Biondi – ma del riconoscimento innanzitutto istituzionale e in seconda battuta morale che si deve a un territorio in cui il mondo produttivo è stato colpito duramente e si è risollevato con coraggio e abnegazione, anche contando sull’impegno dello Stato che ha previsto misure specifiche di sostegno. Senza contare che, anche a distanza di 15 anni, L’Aquila e il cratere continuano a essere al centro di programmi specifici di finanziamento per il sostegno socio-economico, come Restart o Next Appennino, che rappresentano dei veri e propri esperimenti di rilancio delle aree interne, dei modelli esportabili in tutta Italia”.
“Purtroppo un dibattito che poteva essere pacato e costruttivo è stato avvelenato dagli interventi sguaiati del Partito democratico locale, quegli stessi che oggi chiamano – addirittura! – all’insurrezione e rievocano i moti del 1971 e si ricordano solo ora dell’Aquila, mentre dormivano quando Luciano D’Alfonso, da commissario alla sanità, sdoppiava la centrale unica del 118, originariamente prevista da Gianni Chiodi sul capoluogo, o quando la giunta regionale di centrosinistra approvava la delibera di funzionalizzazione tra gli ospedali di Chieti e Pescara per far nascere il Dea di secondo livello nell’area adriatica, con Giovanni Lolli vicepresidente dell’esecutivo, Pierpaolo Pietrucci consigliere di maggioranza e Massimo Cialente presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl”.
“Gli stessi che si erano distratti quando l’ex ministro Dario Franceschini riformava le soprintendenze, trasformando quella aquilana ‘a scadenza’ o quando venne decisa la fusione dei consorzi di sviluppo industriale con la nascita dell’Arap e l’individuazione della sede a Cepagatti. Comunque ben venga la battaglia del Pd, adesso sono certo che la continueranno chiedendo ai loro autorevoli candidati provenienti dalle fila della Cgil e della Cna di adoperarsi affinché tanto il sindacato quanto l’organizzazione degli artigiani spostino le loro sedi principali dalla città di Pescara a quella dell’Aquila”, conclude Biondi.
ANDREOLA, “NON C’E’ MOTIVO VALIDO PER SPOSTAMENTO A PESCARA, SEDE NATURALE E’ A L’AQUILA”
“In tutta Italia Confindustria ha sede nei vari capoluoghi regionali, non si capisce perché in Abruzzo debba essere trasferita da L’Aquila a Pescara, non è stato fornito un motivo valido”, commenta Vanna Andreola, storico dirigente della Regione Abruzzo, candidata nelle file di Demos alle regionali in programma a marzo in Abruzzo, capolista nella lista progressista a sostegno di Luciano D’Amico, candidato alla Presidenza del centrosinistra.
“Senza nulla togliere alla città di Pescara – sottolinea Andreola – va evidenziato il ruolo determinante dell’associazione in quello che è il rapporto di partenariato per la definizione dei programmi che ricadono sull’intero territorio regionale e sulle politiche occupazionali e a favore dell’impresa quali l’ingegneria finanziaria, aiuti alle aziende, abbattimento del tasso di interesse e garanzia da concedere alle banche. Un ruolo da sempre svolto dai rappresentanti di Confindustria che hanno operato all’Aquila”.
“Inoltre, la direzione competente per l’attuazione dei programmi e relativi fondi, sia europei che internazionali, ha sede all’Aquila e, quindi, l’ubicazione della sede nel capoluogo regionale è un elemento naturale e logico anche dal punto di vista istituzionale”, conclude Andreola.
INNOCENZI, “SCELTA INDICATIVA DELL’INCONSISTENZA DELLE POLITICHE INDUSTRIALI DEL CENTRODESTRA”
“L’eventuale decisione di spostare la sede regionale da L’Aquila a Pescara da parte di Confindustria rappresenta una scelta interna di un soggetto che non è una pubblica amministrazione. Bisogna però chiedersi perché tale Associazione datoriale stia arrivando a questo tipo di determinazione. E la risposta temo che sia legata ad un indebolimento del tessuto produttivo ed economico e del peso politico della nostra provincia, rispetto all’area costiera, di cui anche la politica regionale in questi ultimi cinque anni di centrodestra è corresponsabile e che, con buona pace di tutte le argomentazioni sull’importanza di sviluppare il capitale latente delle aree interne, rischia di fissare il baricentro della vita istituzionale, politica, economica nell’area costiera”, afferma Rita Innocenzi, sindacalista della Cgil, candidata per il Partito Democratico nel collegio provinciale dell’Aquila.
“La realtà ci ha consegnato purtroppo un tessuto economico della provincia aquilana più sofferente che altrove. Un tessuto, va ricordato, fatto di piccole e medie imprese – entra nel merito Innocenzi – Per comprendere meglio tale sofferenza, ricordiamoci quanto abbiamo tutti insieme sostenuto nel corso della battaglia che abbiamo condotto e vinto per evitare la restituzione delle tasse sospese dopo il sisma del 2009. Allora sostenemmo, a ragione, che la sospensione delle tasse non aveva affatto viziato la concorrenza con il resto del Paese e dell’Europa e che, semmai, della nostra debolezza ne avevano giovato quelle imprese di fuori cratere che prontamente si riversarono da noi. Lo shock del terremoto ha lasciato ferite profonde che anche oggi non si sono rimarginate, e prova ne è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Complementare che giustamente per i nostri territori si aggiunge al PNRR ordinario. La pandemia infatti per noi ha significato un secondo e pesantissimo shock su un sistema economico ancora sofferente”.
Incalza dunque Innocenzi: “la politica regionale negli ultimi cinque anni non ha affrontato questo problema. Probabilmente, anche il fatto che fisicamente gli assessorati di riferimento per le attività produttive siano tutti dislocati a Pescara, credo incida nella eventuale scelta di Confindustria di spostarsi a Pescara. Se però questa scelta interna a Confindustria, dovesse ad esempio comportare lo spostamento delle attività di Fondimpresa allora, alle valutazioni di contesto, si aggiungerebbero preoccupazioni molto pesanti. Se, in sostanza, il fondo interprofessionale di cui Confindustria è parte insieme anche alle organizzazioni sindacali, a controllo Pubblico, e che si occupa della rilevantissima materia della formazione continua per le lavoratrici e per i lavoratori, dovesse subire uno spostamento, le conseguenze per L’Aquila e le aree interne non saranno indolori”.
Conclude Innocenzi: “per chi si candida in Regione Abruzzo, il tema di uno sviluppo sostenibile dell’Abruzzo nella sua interezza e privo di squilibri interni è un tema che va affrontato con determinazione e corredato da risposte concrete. E occorre fare quello che non è stato fatto con necessaria efficacia in questi anni in provincia dell’Aquila: creare condizioni per mettere in rete le piccole e medie imprese, per renderle competitive, favorirne l’accesso al credito, l’innovazione digitale e di processo, aiutarle ad affrontare la sfida, ineludibile, della transizione ecologica”.
FEDERICO: “NO ALLO SPOSTAMENTO DELLA SEDE DI CONFINDUSTRIA”
“Diciamo no a qualsiasi ipotesi di trasferimento della sede di Confindustria da L’Aquila a Pescara”, così Paolo Federico candidato al Consiglio regionale nelle liste di Forza Italia.
“Il capoluogo di regione merita rispetto e per questo scippi istituzionali di questa portata non possono essere ammessi. Uno spostamento di sede che non risulta di nessun beneficio ma molto probabilmente teso solo a mortificare il territorio della città di L’Aquila – aggiunge Federico – Credo che se le notizia di questo tipo siano fondate sarebbe davvero un atto grave che dobbiamo fermare al più presto. Ricordo che L’Aquila rimane capoluogo di regione. Faccio un appello a tutte le istituzioni affinché si adoperino per non consentire questo passaggio”.





