L’AQUILA – “Un ragazzo ha scritto un post su Facebook: ‘Ieri sera mi sembrava ricreazione’; era esattamente questo lo spirito che volevamo prevalesse. L’amicizia è la cosa più bella che esiste”.
Questo il commento di Daniele Millimaggi che l’altra sera ha suonato sul palco dell’Irish pub di Pianola insieme a Lorenzo Lorenzetti, Luigi Placidi e Federico Fontana, per ricordare Mario Celli, il giovane medico aquilano travolto da un slavina la settimana scorsa sul Gran Sasso e morto dopo 48 ore all’ospedale di Teramo, dove era stato ricoverato in condizioni disperate a causa delle conseguenze di un’ipotermia.
“Si sono riunite persone che si conoscono da 20 anni, alcune hanno cambiato città, altre hanno dei figli e si sono ritrovate in una serata all’insegna della tranquillità che ha messo insieme persone di ogni tipo che hanno preso strade diverse, tutte lì per Mario”.
Tutto in una notte, tutte le passioni di Mario. Dietro al palco sono stati proiettati video di snowboard, il suo sport preferito; e poi c’era la sua moto, c’era la sua musica, quella dei suoi Pearl Jam che, come ci spiega Daniele, è “una band che ha scritto ogni singola nota e ogni singola parola basandosi su accaduti indelebili nella vita di ognuno”.
Il concerto si è aperto sulle note di Immortality; al centro dello spettacolo la canzone Black con il verso “I know you’ll be a star” che ha ispirato la frase che ha dato il titolo alla serata, ed è proseguito con la musica del dj e amico Giorgio Fioravanti.
Commovente l’intervento del collega Emiliano Petrucci, che lo ha soccorso nel giorno del tragico incidente e che ha voluto ricordare il suo sorriso e l’entusiasmo che portava in ospedale tra i colleghi, in quel reparto dove aveva iniziato la sua specializzazione in ginecologia. Paolucci, ha annunciato, a nome della cattedra di anestesia, che a Mario sarà dedicata l’aula bls emergenza, nella quale si insegnano agli studenti le tecniche di primo soccorso.
In tanti hanno assistito alla serata: file di macchine fuori dal locale, stracolmo dentro “C’è stato calore, c’è stata empatia e gioia, tutte emozioni che sovrastavano quel fondo di dolore che traspariva dagli occhi”.Tutti lì per Mario, per ricordare ancora una volta la sua voglia di fare e di spaccare il mondo, la sua voglia di vivere la vita.
“Mario abbiamo fatto casino per te – dice Daniele – ci vediamo presto”. (red)



