L’AQUILA – “Resto all’opposizione, non farò, come scritto sui giornali, da stampella alla maggioranza di centrosinistra, ma rivendico l’autonomia nella minoranza, da convinto liberal socialista, con dieci idee progettuali da proporre e da realizzare per il bene della città”.
A parlare è Pierluigi Properzi, consigliere comunale di Domani L’aquila, nel 2012 candidato sindaco del centrodestra senza molto successo, in una coalizione in cui c’era anche il Popolo della libertà, tanto che venne anche l’allora segretario nazionale, Angelino Alfano, a sostenerlo.
Properzi, che si definisce architetto e urbanista prestato alla politica, poco appassionato ai posizionamenti preelettorali come per esempio “quelli dei tre consiglieri che hanno costituito il gruppo Noi con Salvini”, espone il suo pensiero affiancato da Daniele Toto, coordinatore nazionale del Partito liberale italiano e Mauro Chilante, il coordinatore regionale Pli.
“Manca ancora progetto di città – spiega Properzi – che andava proposto nel 2012 quando si è cominciato a ragionare sul nuovo piano regolatore, quando ancora si poteva orientare il processo della ricostruzione.Sono stato per anni inascoltato, il sindaco Massimo Cialente, ha però detto in occasione del Consiglio comunale sul bilancio di voler accogliere contributi esterni nell’ultima fase della legislatura e questa è una novità che ascolto con favore”.
Insomma, Properzi resta all’opposizione, “ma sono pronto a collaborare su singoli progetti, su tutto ciò che possa portare a compimento le 10 priorità del progetto liberalsocialista per L’Aquila”.
E Properzi questo decalogo lo snocciola punto per punto.
“Area funzionale urbana, con L’Aquila e Pescara poli di narrazione, centri strategici, come scritto nel programma elettorale del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che significa investimenti mirati – elenca – Adeguamento infrastrutturale nel centro Abruzzo necessario alla macroregione mediana; contratti di fiume da portare finalmente a compimento e concretezza; attivazione dei distretti rurali previsti dalla della legge 14 del 2015; istituzione all’Aquila di un’authority sull’ambiente montano, figura prevista dalla Comunità europea; progetto sperimentale di guida autonoma sulla A24; istituzione di una scuola di formazione per la pubblica amministrazione a Navelli per funzionari di tutte le Regioni d’Italia; mobilita lenta in città, ovvero pista ciclabili e limiti di velocità; realizzare subito varianti urbanistiche e idee di città senza aspettare il piano regolatore perché ci vorranno anni; infine il museo della città, interattivo, in cui raccontare l’identità e le idee degli aquilani, dal basso”.






