L’AQUILA – Dicono di non aver avuto proposte ufficiali i consiglieri entrati nei giorni scorsi nel toto-nomi di una possibile nuova giunta Cialente, che passerebbe da 10 a 12 assessori.
Tutti loro, però, si dichiarano pronti alla sfida e non escludono un rimpasto.
“Non ho nessuna proposta ufficiale, ma se me lo dovessero chiedere sarei felice”. Il consigliere comunale del Pd, Vincenzo Rivera, non conferma le voci che lo vorrebbero possibile prossimo assessore.
Il nome di Rivera è stato fatto nelle ore appena successive alle dimissioni del sindaco, quando il consigliere si è rifiutato (unico membro della maggioranza) di firmare il documento di appoggio a Cialente. Firma posta in calce all’atto solo dopo qualche ora dopo il suo ‘niet’. “In quell’occasione – precisa ora – ho chiesto che venissero avvicendati alcuni componenti della Giunta, quelli che non lavorano o lavorano male, ma non mi riferivo a un mio ingresso. Certo per quanto mi riguarda sarei pronto a lavorare”.
Anche quello di Enrico Perilli (Prc) è un nome molto vociferato. “Prima di parlare di questo dobbiamo mettere i puntini sulle i riguardo ad alcune questioni – dice – Mi riferisco, per esempio, alla necessità di mandare via la struttura commissariale. Solo dopo si potrà pensare a un secondo passo”.
Riguardo specificamente all’ingresso in Giunta. “C’è stata una proposta informale – spiega – ma non da parte del sindaco, piuttosto dagli altri consiglieri. Ma dobbiamo ancora incontrarci con Cialente”.
Francesco Valentini (gruppo misto) si dice lusingato dalle voci che lo vorrebbero in Giunta. “Mi ha fatto piacere – afferma – ma l’ho letto sul giornale. Non c’è nessuna proposta concreta. Certo a mio avviso la maggioranza va ricompattata. Serve una svolta, un cambiamento di marcia e i giovani sono i più adatti a farlo. Penso, per esempio, alla necessità di un assessorato e a una struttura per i rapporti con la Comunità europea”. (m.c.)






