CHIETI – La prima replica ufficiale da parte del Partito democratico teatino alla conferenza stampa del sindaco, Umberto Di Primio, sull’ispezione ordinata dal ministero dell’economia e delle finanze al Comune di Chieti è affidata al segretario cittadino, Enrico Iacobitti.
Per lui una cosa è chiara: il Comune si trova sull’orlo del dissesto economico. Il sindaco, a suo avviso, avrebbe dovuto riconoscere questa “evidenza e le proprie responsabilità” e far sapere ai cittadini di Chieti quali soluzioni intendeva mettere in campo “per scongiurare la drammatica prospettiva del dissesto”.
“Invece – dice il segretario del Pd – il primo cittadino non si preoccupa di indicare la via d’uscita per la città, ma preferisce spostare l’attenzione contro il nemico politico, rastrellando, nella relazione ministeriale, ciò che serve a scaricare le responsabilità ed evitando accuratamente quello che lo riguarda”.
Un atteggiamento, questo, che sarebbe sintomo di una “impotenza politica e amministrativa”, dice ancora Iacobitti che rifiuta la tesi di Di Primio secondo cui principalmente sotto accusa è l’amministrazione precedente, visto che il periodo analizzato va dal 2006 al 2010 e Di Primio è stato eletto a metà 2010.
Secondo l’esponente Pd, infatti, gli ispettori “hanno analizzato un arco temporale ampio per una valutazione complessiva dietro la quale è possibile rintracciare irregolarità e problemi di gestioni ascrivibili a Cucullo, Ricci e Di Primio”.
Ma gli ispettori evidenzierebbero anche che “la recente situazione di pre-dissesto – dice ancora Iacobitti – ovvero di squilibrio finanziario, si sia determinata strutturalmente negli ultimi due anni di gestione”. In altre parole: è vero che i problemi c’erano anche prima, ma sono negli ultimi due anni si sono determinati disavanzi significativi.
È durante la gestione Di Primio, ricorda ancora Iacobitti, che si sono verificate anticipai di cassa che, per la prima volta, hanno raggiunto i 14 mili di euro.
Ricordiamo, infine, che il centrosinistra su questi problemi ha presentato un ricorso al Tar e la prima risposta dovrebbe arrivare entro marzo.






