AVEZZANO – La pregiatissima acqua minerale della sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro (L’Aquila) da più di due anni non viene imbottigliata, e va a finire nel fiume.

In compenso il Comune di Canistro sta spendendo cifre importanti, oltre 88 mila euro, per spese legali, relative al durissimo contenzioso giudiziario che si è scatenata da quando è stata revocata la concessione alla Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella.

Una cifra di tutto rispetto, 88 mila euro, per un comune di mille abitanti, e un bilancio proporzionato alla sua piccola dimensione. Beneficiari di questi esborsi, quasi esclusivamente gli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia del foro di Avezzano, oramai espertissimi in materia di concessioni di acque minerali, ed anche, in parte residuale, l’avvocato Armando Di Pietro, anche lui del Foro di Avezzano.

Somme relative agli ultimi due anni, che potrebbero lievitare alla luce degli sviluppi giudiziari e degli atri gradi di giudizio eventualmente da sostenere.

Questo è solo un aspetto della tormentata e intricata vicenda delle sorgenti di Canistro.

L’aggiudicatario provvisorio Norda, dopo un anno e mezzo che ha vinto la gara per le sorgenti, resta infatti provvisorio, e deve ancora iniziare realizzare lo stabilimento, senza terreni a disposizione, arrivando nel frattempo ai ferri corti con Regione e Comune, che pure nella Norda continuano a vedere il salvatore della patria.

Il vecchio concessionario, la Santa Croce da quando si è visto annullare il bando vinto per il rinnovo della concessione, su ricorso dello stesso Comune, sta intanto conducendo una guerra giudiziaria senza quartiere, e ha anche impugnato l’aggiudicazione provvisoria alla Norda in quanto sarebbero scaduti i termini per avviare completare l’iter di Valutazione di impatto ambientale.

Iter contestato del resto dalla Norda, arrivando a fare ricorso al Tar contro la stessa Regione,che gli ha imposto la Via, ritenendo non sufficiente la più snella Valutazione di assoggettabilità.

Un muro contro muro, che sta costando caro ai 75 dipendenti che hanno perso il lavoro, e tanti soldi ai cittadini, si pensi solo ai mancati incassi di oneri di concessione e dei tributi, che un concessionario in esercizio è tenuto a versare.

Tra queste spese, a carico dei cittadini contribuenti, vanno conteggiate anche quelle relative alle spese legali del Comune, sia per difendersi, sia per passare all’attacco, con la parte avversa in quasi tutti i casi la Santa Croce. Ma anche in un paio di casi contro la Regione, che in questa vicenda è normalmente al fianco del Comune.

Per avere contezza di queste spese, basta passare in rassegna le delibere di Giunta comunali firmate tutte o quasi dal sindaco, Angelo Di Paolo, e dal vice sindaco, Ugo Buffone.

La più datata, pubblicata nell’albo pretorio, è quella del 29 aprile 2015, che stanzia 6.096 euro a beneficio a Braghini e Lancia per occuparsi di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la Regione Abruzzo, che ha aveva appena pubblicato il bando di affidamento della sorgente Sant’Antonio Sponga, contenente ad avviso del Comune, difetti di istruttoria, visto il mancato coinvolgimento del Comune, il mancato inserimento della Valutazione di impatto ambientale nel bando, e del livello di occupazione lavorativa, che il nuovo concessionario doveva garantire. Il bando poi è stato rettificato dalla Regione, ed è stato vinto come detto dalla Norda, con la Santa Croce che non ha raggiunto nemmeno il punteggio minimo per entrare nella graduatoria.

A seguire la delibera del 18 dicembre 2015, che assegna al solo Braghini 5.129 euro, per rappresentare il Comune in un contenzioso con la Santa Croce davanti alla Commissione tributaria dell’Aquila, relativo al versamento e l’importo della tassa sui rifiuti a carico della società.

Con una delibera del 2 febbraio 2016 arrivano altri 6.340 euro per Braghini e Lancia, per tutelare il Comune contro l’impugnazione al Tar della Santa Croce contro il bando di gara appena pubblicato.

Una delibera del 14 luglio 2017, ha poi assegnato 8.228 euro a Braghini e questa volta al collega del foro di Avezzano Domenico Naso, per il ricorso in appello della Santa Croce con cui si chiedeva l’annullamento dell’aggiudicazione provvisoria alla Norda della sorgente Sant’Antonio Sponga.

Il 27 ottobre 2017, altri 7.734 euro, sempre a Braghini e Lancia, questa volta per costituirsi “ad adiuvandum” al fianco della Norda, nel suo ricorso al Tar contro la Regione, in cui si contesta la necessità sottoporre il progetto industriale al più complesso iter di Valutazione di impatto ambientale, invece della più semplice e celere valutazione di assoggettabilità. Per la stessa vicenda il 6 febbraio 2018, sono stati impegnati altri 6.404 euro, a favore di Braghini e Lancia.

A seguire, una delibera del 24 novembre 2017, assegna 10.641 euro, ai due legali per opporsi al ricorso della Santa Croce contro l’atto della dirigente regionale del servizio Risorse del territorio e Attività estrattive Iris Flacco con cui si era fatta decadere la concessione della sorgente Fiuggino, più piccola della Sant’Antonio Sponga, che la società di Colella voleva utilizzare per tornare ad imbottigliare acqua minerale.

Vertenza terminata poi a vantaggio della Santa Croce, che ha riottenuto la disponibilità della sorgente e infatti ha ricominciato ad imbottigliarne l’acqua.

I due avvocati hanno avuto un’ulteriore incarico il 1 dicembre 2017, da 5.795 euro per opporsi al ricorso della Santa Croce, anch’esso andato a buon fine, in cui si chiede di tornare in possesso della vasca di calma di località Capranica, lungo la conduttura che collega le sorgenti di acqua minerale Sant’Antonio Sponga, allo stabilimento di proprietà della Santa Croce.

Nuovo anno e nuove spese legali, per il Comune di Canistro.

Il 31 gennaio 2018 è stata approvata l’ennesima delibera questa volta per riconoscere l’onorario all’avvocato Armando Di Pietro, pari a 6.731 euro per opporsi al ricorso della Santa Croce presso la Commissione tributaria in merito al contenzioso intorno alla riscossione della tassa sui rifiuti urbani per l’anno 2012.

A questa delibera ne hanno fatto seguito altre due approvate entrambe il  2 marzo 2018, che affidano ulteriori due incarichi all’avvocato Di Pietro, per importi di 7.324 euro e 10.498 euro, sempre per contenziosi con la Santa Croce, sul pagamento della tassa dei rifiuti, relativo all’annualità 2013 e 2014.

La vasca di calma, tornata poi in possesso della Santa Croce, è al centro dell’ultimo incarico a Braghini e Lancia, di cui si ha riscontro sull’albo pretorio, quello stabilito con la delibera del 13 aprile del 2018, da valore di 7.901 euro.

Oggetto del contendere, e della relativa prestazione professionale, questa volta il ricorso al Tar della Santa Croce contro l’ordinanza che ha precluso l’accesso a terzi della stessa vasca di calma, e contro la delibera con cui a febbraio 2018 il Comune ha autorizzato la realizzazione di un tratto di un nuovo acquedotto sulla concessione Fiuggino della Santa Croce. La Santa Croce ha infatti diffidato l’amministrazione comunale di Canistro ad interrompere immediatamente i lavori ritenuti illegittimi. Con un’istanza di accesso agli atti al Comune e segnalata alla Corte dei conti, la società aveva chiesto di avere copia di ogni comunicazione, provvedimento e documento inerente l’affidamento dei lavori, considerando che non vi è traccia della commessa sull’Albo pretorio on line del Comune.

Connessa a questa vicenda, le due denunce penali di aprile e maggio scorso nei confronti del sindaco Di Paolo, in quanto quella condotta, ritenuta abusiva, alimenterebbe, senza nessuna autorizzazione, abitazioni dello stesso primo cittadino, dei suoi parenti e della clinica privata Ini. La Santa Croce ha anche denunciato la dirigente Flacco, perché nonostante le diffide, non ha annullato in autotutela la sanatoria con cui, pur in condizione di incompatibilità, ha firmato il nulla osta ai lavori ben dopo il loro inizio, lavori in corso in “assoluta illegittimità e spregio delle norme”.