L’AQUILA – Altro che collegio unico regionale come vorrebbe il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi: ma all’opposto 29 collegi uninominali da 40mila abitanti e pari al numero di consiglieri da eleggere.
Questa la proposta contenuta in un emendamento dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Alessio Monaco, annunciata nella commissione Statuto presieduta da Daniele D’Amario, dove si è discusso appunto di una riforma che invero spacca anche il centrodestra.
Del resto Paolo Gatti, Francesco Prospero e Maria Assunta Rossi di Fratelli d’Italia, Carla Mannetti della Lega e Gianpaolo Lugini della lista Marsilio Presidente, avevano scritto una lettera a Marsilio per “esprimere “legittime perplessità” sulla proposta di Marsilio, che tra l’altro ha vincolato l’approvazione della legge elettorale al rimpasto di giunta, visto che la legge nazionale consente ora di aggiungere tre posti.
le audizioni in commissione sono terminate, il termine per il deposito degli emendamenti è fissato al 28 luglio, mentre la Commissione tornerà a riunirsi il 30 luglio per definire i tempi di presentazione dei subemendamenti.
Marsilio ha intanto aggiustato il tiro, prevedendo un correttivo: non tutti i consiglieri saranno eletti nel collegio unico, ma solo 22, gli altri 8 su base provinciale, due all’Aquila, due con criterio proporzionale, alle coalizioni di liste e alle liste non unite in coalizioni sulla base delle rispettive cifre elettorali, un ampliamento del numero di candidati di lista.
Nella seduta di commissione il professor Antonello Canzano, o docente di Sociologia dei fenomeni politici presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara ha invece fatto una proposta che va nella direzione opposta.
Spiega Monaco: “nel corso del suo intervento, incentrato sul testo depositato dal Presidente Marsilio – spiega Monaco -, lo stesso professor Canzano ha apprezzato esplicitamente la proposta che presenterò come emendamento da parte del gruppo AVS. Una proposta che si rifà alla vecchia legge per l’elezione diretta del presidente della provincia, ossia quella di dividere il territorio regionale in un numero di collegi uninominali pari al numero di consiglieri da eleggere: nel nostro caso, avremmo esattamente 29 collegi da all’incirca 40.000 abitanti ciascuno”.
“Il docente della ‘D’Annunzio – evidenzia il capogruppo di AVS – ha chiaramente definito il modello dei collegi uninominali come la soluzione ottimale per garantire un legame reale e programmatico tra l’eletto e i cittadini. Una formula che, per il nostro territorio, sarebbe semplicemente perfetta a differenza del ‘miraggio’ del collegio unico regionale inseguito dal centrodestra, poiché difenderebbe capillarmente ogni singolo comune, impedendo che le aree interne e le comunità più piccole vengano politicamente cancellate a favore dei grandi centri urbani”.
Monaco conclude: “Il collegio unico calato dall’alto non lo chiede nessuno e nessuno sul territorio ne sente il bisogno. Continuare a ignorare i territori per logiche di bottega e rifiutare una visione basata sulla reale densità abitativa significa fare un danno enorme alla nostra regione”.
“Siamo davanti a una maggioranza blindata sul collegio unico, arroccata su una riforma che rappresenta un grande errore per l’Abruzzo e che svuota la rappresentanza territoriale – afferma Monaco – . Non esiste alcuna urgenza o necessità immediata che giustifichi questa accelerazione sulla legge elettorale. La norma attualmente in vigore ha ampiamente dimostrato la sua validità nel tempo, avendo sempre garantito la governabilità, la stabilità politica, la parità e la rappresentanza di genere, oltre a una presenza equa e bilanciata di tutti i territori in Consiglio regionale. Smantellarla adesso è del tutto insensato, soprattutto in un momento in cui l’obiettivo primario della buona politica dovrebbe essere innanzitutto quello di individuare leggi funzionali ai bisogni reali delle persone e dei servizi, anziché concentrarsi su architetture elettorali di comodo”.




