L’AQUILA – Presunto peculato per i rimborsi spese intascati tra il luglio del 2017 e l’aprile del 2018, per circa 24mila euro.
Con questa accusa andrà a processo Vincenzo Margiotta, ex amministratore del Cogesa, la società dei rifiuti di Sulmona e centro Abruzzo: la Corte d’Appello dell’Aquila ha infatti accolto il ricorso presentato dalla procura della Repubblica di Sulmona contro la decisione di non luogo a procedere, emesso due anni fa.
Il processo si aprirà il prossimo 10 ottobre.
Sotto la lente della guardia di finanza 38 spostamenti fuori regione che Margiotta avrebbe fatto in nove mesi con la sua Audi, 11 solo dei quali, però, avevano una corrispondenza con le celle telefoniche agganciate dal suo telefono cellulare. Secondo gli inquirenti, insomma, ci sono ancora da giustificare i rimborsi ottenuti per 27 viaggi.
Margiotta è ora consigliere comunale in opposizione nella sua Pratola Peligna.
Attuale amministratore unico pro tempore del Cogesa è ora Franco Gerardini, nominato del 30 dicembre, subito dopo l’estromissione per “giusta causa” del presidente Nicola Guerra e dei consiglieri Sandro Ciacchi e Valentina Di Benedetto.
Gerardini, osteggiato da 40 sindaci, di area centrodestra, è impegnato in una difficile opera di risanamento e ha contestato 800mila euro solo di consulenze “per il risanamento del clima aziendale, per la ricerca di personale da sostituire, per redigere i piani di pensionamento, per pianificare i licenziamenti” di cui “35mila euro per la campagna pubblicitaria e il rafforzamento della reputazione dell’azienda”.
Secondo Gerardini il Cogesa avrebbe poi firmato “un contratto suicida con l’Asm”, la società partecipata dell’Aquila, che va rivisto e adeguato ai costi attuali.






