L’AQUILA – “Ora Cialente scopre il project financing, un nuovo ospedale, magari da realizzare a Collemaggio. In tal modo sia i costi che gli appalti da distribuire sono doppi: per il vecchio e per il nuovo”.
Ad affermarlo in una nota è Sabrina Cicogna della segreteria provinciale Cisl Medici dell’Aquila, che ha definito “imbarazzante” quanto dichiarato dal sindaco Massimo Cialente nel corso di una trasmissione televisiva relativamente all’idea di vendere l’area di Collemaggio per realizzare un nuovo ospedale.
La critica è innanzitutto rivolta alla proposta di ricorrere alla formula del project financing. “Si è chiesto il dottor Cialente – scrive – come mai all’indomani del terremoto l’allora manager (Roberto Marzetti, ndr) rifiutò ben due progetti di ricostruzione totale del nostro ospedale, quello offerto dalla Francia e quello dell’Enpam, mediante il sistema del project financing?”.
La dottoressa Cicogna critica anche il fatto che, a suo parere, nel corso della trasmissione il sindaco non avrebbe mai affrontato il tema della ricostruzione. “È voluto apparire come il grande protagonista della storia della nostra nazione, ha toccato i temi massimi dell’attualità politica vagando da Marchionne a Barroso senza mai pronunciare il vocabolo ‘ricostruzione’”.
“Sconcertante – prosegue nella nota – che il primo cittadino ignori il lavoro di quei professionisti aquilani che dal 6 aprile stanno recuperando apparecchiature, forza lavoro, locali e quell’eccellenza che ci ha reso grandi e che, oltre l’improbabile, anche se auspicabile, costruzione di un nuovo ospedale spende il suo tempo per vantare le grandi doti professionali del dottor Antonucci, ignorando tutti gli altri e soprattutto il fatto che lo stesso chirurgo, da lui fortemente voluto, abbia scelto di fuggire verso lidi migliori non avendo la pazienza di attendere il completo recupero dell’ospedale, avendo già preso impegni molto più remunerativi”.
“Si è chiesto Cialente – incalza – che attraverso un percorso formativo avremmo, o meglio avrebbero, lui e l’allora Direttore generale della nostra ASL, potuto dare quegli strumenti a qualsiasi nostro giovane chirurgo per acquisire le competenze che ha il dottor Antonucci, competenze molto migliorate nella nostra realtà”.
“Lui dov’era – conclude – quando fu assunta questa e molte altre decisioni,lui e gli altri nostri politici eletti dov’erano e dove sono mentre si è tentato e forse qualcuno tenta ancora di dividere il nostro ospedale fra Teramo ed Avezzano? Noi siamo qui a cercare di resistere con professionalità e soprattutto senza fuggire, rifiutando anche incarichi di prestigio con un solo pensiero nel cuore: L’Aquila”.





