L’AQUILA – “Ho tentato di dissuaderlo, ma non è servito. Lo conosco bene e so che non mollerà la presa”.
Il direttore di Confcommercio L’Aquila, Celso Cioni, barricato da alcune ore nel bagno della sede di Bankitalia del capoluogo, è “irremovibile”, secondo il vicepresidente di Confcommercio provinciale, Alberto Capretti, giunto sul posto per cercare di dissuarderlo dal proposito di darsi fuoco con una tanica di benzina e un accendino.
Alla base dell’estrema protesta di Cioni il sostegno ai piccoli imprenditori e commercianti della città, “costretti dal terremoto del 6 aprile 2009 a lasciare i proprio negozi senza ottenere alcun aiuto e lasciati soli dal governo ad affrontare una situazione insostenibile”.
“Cioni si è messo sulle spalle una croce non sua perché ama questa città e questa provincia – dice Capretti – Sta facendo questa cosa molto grave a suo discapito, ma non gli importa della gravità del gesto, se potrà servire a salvare i commercianti e i piccoli imprenditori aquilani e del cratere”.
Il direttore di Confcommercio precisa che “non si tratta di una protesta nei confronti delle banche”.
“Chiedo un provvedimento immediato del governo a sostegno dell’economia del ‘cratere’ che preveda regole straordinarie per i piccoli imprenditori”, sottolinea.
“Siamo qui fuori in attesa dell’arrivo del prefetto Francesco Alecci perché Cioni vuole parlare con lui, unico tramite per interloquire direttamente con lo Stato”, conclude Capretti.





