CHIETI – Disastrose le condizioni in cui versa, secondo il sindacato Sulpm, il Corpo di Polizia Provinciale di Chieti.
Gli agenti, sostiene il Sulpm, sono privi di mezzi idonei per operare con efficacia e con sicurezza, mancano le divise, i prontuari e la modulistica per redigere i verbali di contestazione.
Per Claudio Allegrino, coordinatore delle Guardie Particolari Giurate Volontarie del WWF la situazione della Polizia Provinciale di Chieti è ancora più grave di quanto descritto dal sindacato, soprattutto per le ripercussioni sul territorio.
“In condizioni ottimali – spiega Allegrino – escludendo per assurdo ferie, permessi, malattie, servizi di rappresentanza, compilazione di atti d’ufficio, altre competenze, in Provincia di Chieti sono attive sul territorio (per caccia, pesca e ambiente) 2 sole pattuglie per ogni turno. Ciascuna pattuglia dovrebbe controllare la metà dei comuni e la metà del territorio della provincia cioé 52 comuni e 2.586 chilometri quadrati di territorio. In condizioni normali, invece, considerando ferie, permessi, malattie, servizi di rappresentanza, compilazione di atti d’ufficio, altre competenze, una sola pattuglia è presente sul territorio a coprire l’intera estensione della Provincia di Chieti: 104 comuni e 5.172 chilometri quadrati”.
“Questo significa – prosegue Allegrino – che l’Ente non ha il benché minimo controllo del territorio. Chi vuole commettere illeciti in materia ambientale, di caccia, di pesca, può commetterli avendo la certezza quasi assoluta di farla franca. Gli inquinatori questo lo sanno come pure lo sanno i bracconieri”.
Allegrino è disposto ad accompagnare il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, e gli amministratori provinciali nelle campagne per far vedere loro cosa accade quando si sa che non esiste nessuno che vigila sul rispetto delle leggi sulla tutela dell’ambiente, della caccia e della pesca. Chi non ha senso civico fa quello che vuole, sapendo che non sarà mai colto sul fatto.
Cinque sono le richieste del WWF per il 2011: attivazione di un numero telefonico di reperibilità e pronto intervento a disposizione della cittadinanza; aumento dell’organico; dotazione dei mezzi minimi necessari per operare almeno con sufficienza; riduzione drastica delle attività d’ufficio e di rappresentanza e contestuale aumento della presenza degli agenti sul territorio (maggiori controlli su cacciatori, pescatori e attività produttive inquinanti); almeno tre corsi obbligatori all’anno di aggiornamento e formazione per agenti e ufficiali.






