CHIETI – Sulle voci di un’ennesima lotta fra università, diventate, grazie ai tagli imposti dall’alto, prede ambite per questo o quel potentato economico, è intervenuto Matteo Gorilla, membro del senato Accademico dell’università di Chieti-Pescara, in rappresentanza degli studenti associazione studentesca “360 Gradi”.

“In questi giorni – si legge nella nota diffusa da Gorilla – è trapelata una ‘falsa notizia’ secondo la quale la facoltà di lettere dell’università ‘Gabriele D’Annunzio’ di Chieti chiuderà e tutto verrà trasferito all’Aquila, come pare secondo gli autori dell’articolo decisione presa dalla Conferenza Regione Università (CRUA) ed avallata dall’intero senato Accademico, puro delirio che ha creato tra gli studenti scene di panico e giri di telefonate volte ad allarmare quasi tutta la popolazione studentesca”.

“La verità – prosegue Gorilla – è che la facoltà rimarrà oggi come domani ma le abilitazioni all’insegnamento non saranno accreditate a Chieti ma nel capoluogo di regione. Secondo il decreto ministeriale 149 del 4 aprile 2011, i criteri per avere l’unico corso con abilitazione per l’insegnamento, per quanto riguarda la facoltà di Lettere, li ha l’università dell’Aquila (dopo una parità nei primi 2 criteri il terzo indica il maggior numero di docenti afferenti alla facoltà ed il risultato è di 56 AQ e 54 CH); inoltre, specifico che il decreto avrà valore per un anno e dall’anno prossimo si dovranno ridiscutere tutte le assegnazioni”.

“Paradossalmente l’amministrazione locale e specialmente il vicesindaco, Bruno Mario Di Paolo – continua – ha preferito attaccare alla cieca senza informarsi adeguatamente sulla situazione che effettivamente poi si è dimostrata molto diversa da quella in origine annunciata. Ancor di più disinformati dato che un’altro corso di abilitazione all’insegnamento, quello riguardante la facoltà di Scienze motorie, avrà sede a Chieti ed un altro a Pescara, la facoltà di Lingue e Letterature Straniere”.

“Personalmente – conclude Gorilla – pare più oramai un attacco alla cieca usato dalla politica non verso personaggi in particolare dell’Ateneo, ma verso lo stesso oramai straziato in parte dalla politica nazionale che ne distrugge l’essere ed il futuro attaverso leggi non-sense e tagli verticali ai finanziamenti ed in parte dalla politica locale, che spesso e volentieri non sdegna di attaccare l’istituzione pensando in realtà di difenderla. Non si affrontano mai i problemi veri dell’Università, preferendo affrontare con superficialità e dilettantismo oramai solo dei gossip”.