CHIETI – “Lascio un teatro in piena salute. Lo abbiamo trovato in situazione drammatica, dopo che nel 2007 aveva perso i contributi della legge regionale 15 e dal 2008 quelli previsti della legge 40 che io stesso ho voluto per il teatro lirico ed erano stati sospesi i contributi del Mibac a causa di una serie di inadempienze che abbiamo dovuto sanare e rimettere tutto a posto”.

A parlare è il senatore Fabrizio Di Stefano che si è occupato, su delega del sindaco Umberto Di Primio, del teatro Marrucino sin dal momento della vittoria del centrodestra a Chieti fino ad oggi. Il 26 si insedierà, infatti, il nuovo consiglio d’amministrazione dell’istituzione teatrale che provvederà a nominare il nuovo direttore artistico.

Per fare la nomina occorrerà del tempo e questo è il motivo per cui si è dovuto già preparare la nuova stagione lirico-concertistica che verrà sottoposta dal sindaco al Mibac per ottenere i relativi finanziamenti.

Di Stefano ha anticipato gli appuntamenti principali della stagione: a maggio andrà in scena la Carmen di Bizet, L’impresario teatrale di Mozart nel corso della settimana mozartiana, poi verrà rappresentato L’elisir d’amore di Donizetti e in autunno il Rigoletto di Verdi. Ci sarà inoltre una serie di concerti, tra cui uno dei più importanti quello con Germano Mazzocchetti.

Per quanto riguarda il passato, invece, il rendiconto del senatore passa per le 56 produzioni teatrali realizzate, più i 65 eventi ospitati. Ci sono stati ottimi risultati soprattutto per la lirica, per cui, dice il senatore, “abbiamo uguagliato, e in alcuni casi anche superato, i risultati degli anni più floridi di questo teatro”.

Inoltre, aggiunge il senatore, “con il Barbiere di Siviglia siamo tornati ad avere la richiesta di registrare l’opera al teatro Marrucino, per poi metterla in commercio, e per la Carmen c’è il progetto di coproduzione con il teatro stabile di Lecce, teatro di tradizione come il nostro. Per la prima volta, in questo modo, riusciamo anche ad allargare nel rapporto con le altre istituzioni e a fare sintesi con un teatro importante come quello di Lecce”.

“Il tutto è stato possibile – spiega ancora Di Stefano – grazie a quell’altra bella operazione che è stata l’intesa con la Sinfonica Abruzzese che è avvenuta a costo zero per il teatro teatino. E di questo dobbiamo ringraziare la Fondazione Carichieti e il presidente Mario Di Nisio, che hanno permesso questo matrimonio culturale tra due tra le più importati istituzioni culturali abruzzesi”.

Se la strada della lirica è dunque già segnata, il nuovo consiglio d’amministrazione dovrà darsi da fare soprattutto per la prosa. E lo dovrà fare, purtroppo, non avendo più a disposizione gli oltre 2 milioni di euro di finanziamento che si avevano nel passato.

“L’ultima stagione – ha testimoniato Di Stefano – è venuta a costare meno di 900 mila euro. Siamo riusciti a realizzare opere liriche che costavano un quarto di quelle che aveva messo in campo la precedente amministrazione di centrosinistra, che aveva milioni di euro a disposizione e che pure è riuscita a chiudere con un disavanzo enorme”.

“Noi – ha continuato il senatore – non abbiamo lasciato un euro di debito. Al contrario di quanto è avvenuto con la precedente amministrazione con i creditori che vengono ancora a bussare alle porte del Comune”.

“Abbiamo fatto uno sforzo enorme – ha detto ancora l’esponente del Pdl – e di questo devo ringraziare quel manipolo di persone che hanno lavorato con abnegazione svolgendo compiti che andavano ben al di là delle loro competenze. A partire dal direttore artistico Fabio D’Orazio che ha svolto il compito gratuitamente”.

“Con la precedente amministrazione – ha concluso Di Stefano – condivido solo l’idea della fondazione. Penso che questa sia la strada migliore per il Marrucino. È una strada lunga e per questo motivo per il momento abbiamo deciso di riattivare l’istituzione teatrale. Ma penso che per il futuro bisognerà puntare sulla fondazione”.