CHIETI – “I Pisu (progetti integrati di sviluppo urbano) rappresentano un’altra occasione persa per Chieti”. Ne è convinto il consigliere comunale di minoranza della lista Chieti per Chieti ed ex assessore comunale ai Lavori pubblici Luigi Febo che stamane in conferenza stampa ha parlato di una serie di errori che potrebbe mettere a rischio il finanziamento di 8 milioni di euro assegnati a Chieti.
Degli 8 milioni di euro fino a oggi il Comune ha ricevuto solo 6 milioni, soldi che, secondo Febo, potrebbe addirittura dover restituire all’Europa se non riesce ad appaltare tutte le opere inserite nel Pisu. E visto che l’intero pacchetto si compone di progetti dell’ammontare di circa 103 milioni di euro, a Febo il rischio appare più che concreto.
“Le 22 opere che la Giunta Di Primio ha inserito nel piano Pisu devono essere tutte concluse o iniziate entro il 2013 – ha detto l’ex assessore – Dico tutte perché il Pisu è un sistema di interventi interconnessi tra loro, tutti finalizzati al miglioramento delle condizioni economiche, fisiche, sociali e ambientali di una città ed è considerato come un unicum”.
Secondo Febo, il primo errore sarebbe stato quello di inserire nei progetti Pisu i grandi progetti di finanza che difficilmente potranno essere tutti realizzati. Come per esempio il progetto per il ‘people mover’, ovvero il collegamento veloce tra la parte bassa e quella alta della città, tutta la serie di parcheggi di cui Chieti ha certamente bisogno, gli studentati e l’albergo sul colle.
Si tratta un pacchetto di interventi da 93 milioni di euro che oltre a questo ingente costo avrebbe anche un altro problema, quello per cui molte opere verranno ripagate con i soldi dei cittadini che sborseranno tariffe sia per i parcheggi che per usare il people mover, cosa non prevista dal Pisu.
Il secondo errore sarebbe stato, invece, in sede di rimodulazione del programma Pisu, quando è stata inserita un’altra serie di progetti avviati dalla precedente amministrazione (e anche all’epoca criticati) alcuni dei quali non rispondenti alle caratteristiche previste dal Pisu.
È il caso dell’adeguamento sismico delle scuole Cesari che non può rientrare nel Pisu perché si tratta di opere di urbanizzazione secondaria. Ed è il caso di opere già finanziate dal ministero, come quelle per il dissesto idrogeologico di via Papa Giovanni, via Majella e il consolidamento della chiesa di Mater Domini.
“Tutte opere queste – dice Febo – sono state inserite furbescamente perché già avviate da noi e perciò rendicontabili. Tant’è vero che il Comune ha ottenuto 6 milioni di euro come acconto sugli 8 previsti dal Pisu”.
“Chiediamo, dunque – conclude il consigliere – che la Giunta Di Primio rimoduli nuovamente il programma Pisu inserendo solo pochi progetti realizzabili in modo da non perdere gli 8 milioni a disposizione e non essere costretto a restituire quanto già avuto”. (ar.ia.)






