L’AQUILA – Al Centro turistico del Gran Sasso, le piste sono bianche di neve, ma la crisi è sempre più nera. Non vi sono infatti le somme disponibili nelle casse dell’azienda utili al pagamento della mensilità di ottobre e novembre che volge al termine per circa trenta dipendenti.
La conferma è arrivata nell’incontro tenuto martedì 18 novembre scorso presso la Prefettura dell’Aquila, fissato a seguito dell’apertura da parte di Cgil, Uil ed Ugl dello stato di agitazione nel Centro Turistico del Gran Sasso.
A seguito del mancato accordo l’Ugl attacca pesantemente i vertici aziendali della società controllata dal Comune dell’Aquila,
“Il comportamento dei vertici aziendali – si legge in una nota. è irresponsabile considerato che, tra le varie scadenze cui far fronte, evidentemente non è stato ritenuto necessario ricomprendere il pagamento degli stipendi.
Tale scellerata determinazione pone le basi per il sicuro fallimento della partenza e dell’intera stagione invernale, che ovviamente non può prescindere dal pagamento degli stipendi di chi nell’azienda lavora e che, ha diritto, al pari di chi sul Gran Sasso si reca per piacere, di passare un Natale sereno.
Va reso giustizia a chi in queste ore senza retribuzione ne speranza di averne ha lavorato ad oltranza a supporto dei soccorritori dei due alpini dispersi. Un episodio come tanti se ne affrontano senza che mai si menzioni l’operato del personale a cui invece troppo spesso il sindaco Massimo Cialente si rivolge con l’ aggettivo di “sabotatori” dimenticando poi di formulare precise contestazioni o denunce.
Non si risolvono i problemi dell’azienda attaccando i propri dipendenti, e pensare di avviare la stagione invernale senza aver provveduto a pagare gli stipendi significa sbagliare pensiero.
Troppo distacco e troppa superficialità avvertiamo da parte di chi dovrebbe adoperarsi a risolvere il problema o in alternativa farsi da parte. Con i lavoratori come sempre valuteremo le azioni da mettere in campo affinché chi deve ci ascolti”.



