L’AQUILA – Il 14 ottobre sarà operativa la Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia, con la designazione del nuovo consiglio camerale.

Data stabilita dal decreto “Agosto” del Governo per concludere il processo di accorpamento tra la Camera di commercio di Teramo e quella dell’Aquila.

Se il termine non verrà rispettato, come ricordato anche dall’assessore regionale alle attività produttive, Mauro Febbo, “ci sarà la decadenza automatica degli organi di gestione attuale e la nomina, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, di un commissario straordinario per portare avanti il processo di fusione”.

Finisce, così, una battaglia durata due anni e mezzo, con scontri anche aspri tra i due presidenti, Lorenzo Santilli, dell’Aquila, e Gloriano Lanciotti, di Teramo, a suon di diffide legali, ricorsi al Tar e polemiche.

Le associazioni di categoria hanno pochissimi giorni per concludere le manovre di apparentamento e gli incontri, per raggiungere l’accordo sul nome del nuovo presidente e sulla composizione della giunta, proseguono a ritmo serrato. A contendersi la poltrona sono Confcommercio e Confindustria.

I PAPABILI. Ad anni di distanza dal “patto dell’ossobuco”, che ha garantito nel 2016 la riconferma alla presidenza dell’Aquila di Santilli (ex espressione Confcommercio), in cambio del passaggio di testimone a Confindustria nel successivo mandato, il quadro è cambiato decisamente.

Soprattutto, per la prematura scomparsa, il 4 agosto scorso, del compianto ex direttore della Confcommercio, Celso Cioni, in corsa per la presidenza e amico di vecchia data dell’attuale presidente Santilli, che puntava ad una sorta di ulteriore prosecuzione “indiretta” del suo mandato. In pole position per la carica di presidente figura, oggi, Marco Fracassi, attuale presidente di Confindustria Abruzzo, che aveva stipulato l’accordo dell’ossobuco con Santilli e Cioni.

Il nome di Fracassi risulta più forte e accreditato rispetto all’alter ego teramano, il presidente di Confindustria, Cesare Zippilli, che non incontra il favore degli aquilani. Ma secondo quanto si è appreso, la corte che un gruppo di stalkholders sta facendo a Fracassi, non è destinata ad andare a segno: da fonti vicine all’ex presidente di Confindustria L’Aquila, emerge che non sarebbe disposto a lasciare la presidenza regionale assunta nei mesi scorsi. Ma staremo a vedere.

Nella rosa dei favoriti anche Gloriano Lanciotti, attuale presidente dell’ente teramano e Antonella Ballone, figlia di Agostino Ballone, ex presidente di Confindustria Abruzzo, che potrebbe essere avvantaggiata dall’applicazione delle quote rosa.

Per Confcommercio avanza l’ipotesi di un nome teramano, con la guida della nuova Camera che potrebbe essere affidata a Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, l’associazione albergatori di Confcommercio. In tal caso, la vice presidenza sarebbe appannaggio di un aquilano, da scegliere, con molta probabilità, in casa Confindustria. Premono per la presidenza anche due contendenti Ance, gli ex presidenti, Ettore Barattelli e Gianni Frattale.

COSA ACCADRA’. Non solo una “rivoluzione” gestionale e politica. Cambierà molto anche sul piano dell’organizzazione dei servizi della nuova Camera del Gran Sasso d’Italia.

Resteranno due sedi, di cui quella legale all’Aquila. Anche gli uffici saranno operativi e aperti al pubblico all’Aquila e a Teramo. Giunta e consiglio si riuniranno, alternativamente, nelle due diverse sedi. Ci sarà un solo segretario generale, rispetto ai due attuali: posto che verrà messo a bando.

Confermata la posizione di tutti i dipendenti diretti, mentre i contratti di consulenza, collaborazione e servizi vari stipulati dalle due Camere di commercio decadranno automaticamente il 14 ottobre, senza possibilità di proroga, come prevede la legge. Tutto sarà in mano alla gestione del nuovo ente. E c’è da giurarci che cambierà molto, anche per mantenere un corretto equilibrio tra i due territori.

LE POLEMICHE. Fuori dai giochi, invece, Santilli, al centro di roventi polemiche, nel suo secondo mandato, da parte di alcune associazioni di categoria, in testa Api e Cna, ma anche la stessa Confindustria, che lo hanno più volte attaccato pubblicamente, e ne hanno aspramente criticato la gestione, definita “troppo personalistica”.

Santilli non è stato ricandidato dalla Confcommercio in seguito a contenziosi economici con l’ associazione di categoria per la richiesta di pagamenti arretrati per l’utilizzo del megaparcheggio di Collemaggio da parte della società, la M&P, di cui Santilli è uno dei proprietari, che fino allo sorso anno, prima della revoca decisa dal Comune dell’Aquila, gestiva la struttura pubblica.

Finisce così l’era Santilli, che esce tra le tante polemiche che hanno accompagnato le scelte programmatiche del suo mandato.