L’AQUILA – “È la democrazia, bambola”. 

È ironico e anche un po’ rassegnato, il sindaco Massimo Cialente che, dalla sulla bacheca di Facebook,  commenta l’articolo durissimo di Gian Antonio Stella, apparso oggi su Sette, il periodico del Corriere della Sera, nel quale condanna la miriade di gruppi consiliari di cui si compone l’assemblea municipale dell’Aquila. 
 
“Scusate, ma di cosa vi stupite? È la politica aquilana così come scelta dagli aquilani, non è una novità – prosegue il primo cittadino – Il consiglio comunale dell’aquila, tranne un paio di persone che hanno cambiato gruppo, è stato delineato così dal voto degli aquilani”. 
 
Memoria corta, quella di Cialente, che fa fatica a ricordare la promessa, durante la campagna elettorale che ha preceduto il suo secondo mandato, di una rapida riforma proprio per eliminare i monogruppi in Consiglio comunale.
 
“È la rappresentazione delle forze politiche, dei movimenti, delle diverse candidature a sindaco, tecnica con la quale, con questo sistema elettorale, si può tentare di entrare in consiglio pur avendo pochi voti – conclude il primo cittadino – Questo consiglio comunale rappresenta la frammentazione sociale aquilana, la mancanza di partiti credibili, di condivisione politica. Tante piccole bandierine, spesso legate a vicende di visibilità personale. La scorsa consiliatura i gruppi erano addirittura arrivati a 22”.  (m.gal.)