L’AQUILA – “Nessuna sorpresa per il Coisp aquilano sui retroscena che stanno interessando l’ex Prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato. Le parole e gli appelli (anche pubblici) del Coisp sono rimasti sempre inascoltati e pertanto oltre all’ex Prefetto dell’Aquila dovrebbero chiedere scusa agli aquilani anche gli amministratori della nostra città, per non aver saputo interpretare il vero volto dell’ex rappresentante del Governo all’Aquila, così come dovrebbero fare ammenda tutti quelli che l’hanno osannata, a partire dall’ex questore Stefano Cecere che, per non contraddire la signora Iurato, non ha esitato a togliere di mezzo (su richiesta della stessa) un ottimo poliziotto che era in servizio come suo autista”.

Non vanno per il sottile quelli del Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia (Coisp) aquilano, che dicono la loro sulla questione dell’ex prefetto dell’Aquila ‘beccato’ in un’intercettazione telefonica con il prefetto Francesco Gratteri nella quale afferma di essersi falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani.

“Abbiamo sempre sostenuto che chi viene a L’Aquila per fare carriera è meglio che se ne stia a casa, perché in una città da ricostruire non servono ‘ingegneri’, già ne abbiamo troppi, ma ‘operai’ che abbiano a cuore la ricostruzione sia materiale che morale e che lo facciano con il cuore e non con il portafoglio. Vediamo invece che L’Aquila è diventata terra di conquista, dove ‘stranieri’ vengono a lucrare sul dolere di un’intera città, acquisendo meriti che non sono certo loro ma di chi vi lavora stabilmente e non lo fa per soldi ma per amore della città in cui vive”.

“Non sappiamo se la signora Iurato sia colpevole o innocente – si legge nella nota – anzi per il momento è certamente innocente in quanto la presunzione di innocenza (sino a condanna definitiva) è un cardine della nostra democrazia e lasciamo alla magistratura, in cui abbiamo ciecamente fiducia, il compito di fare chiarezza e giustizia. Sul lato umano e professionale possiamo certo dire che non è stata affatto al fianco dei poliziotti che sono anche cittadini aquilani, in quanto il problema della sicurezza della città non lo ha mai voluto affrontare, almeno con il Coisp. A vuoto sono cadute le ripetute richieste di incontro, l’ex prefetto non aveva mai tempo (o voglia) e ci relegava a colloqui con il prefetto vicario Francesco Provolo, il quale poteva solo prendere appunti, senza poter dare certezze in merito alle nostre istanze”.

“Inoltre, come già emerso da altre dichiarazioni – conclude la nota – sono note le numerose ‘sfuriate’ che l’ex prefetto era solita fare con il personale, basti pensare che uno dei suo più stretti collaboratori (almeno così si è soliti definire gli agenti di scorta) è stato allontanato con la risibile motivazione che si doveva ‘corrispondere ad una normale esigenza di avvicendamento del personale nell’incarico’. Avvicendamento, caso strano, che ha interessato una ‘sola persona’. Allora ci chiediamo: quali sono stati i veri motivi di tale ‘allontanamento’? Forse la vicenda andrebbe meglio chiarita”.