L’AQUILA – Un’azione disciplinare nei confronti del direttore generale della Carispaq, Rinaldo Tordera, e del capo ufficio Ispettivo dopo il coinvolgimento della filiale romana dell’istituto bancario nella maxi truffa da 170 milioni di euro operata dalla cosiddetta ‘banda dei Parioli’.

A rivelarlo è il quotidiano “Il Messaggero”, secondo il quale la decisione è stata assunta ieri al termine della riunione del consiglio d’amministrazione e dell’assemblea della Cassa di risparmio, nel corso della quale sono state analizzate tutti passaggi della complessa vicenda.

Tordera dovrà presentare le controdeduzioni al cda “che potrà dichiararsi soddisfatto oppure no – scrive il quotidiano – In caso contrario l’azione disciplinare potrebbe portare alle estreme conseguenze, perfino all’interruzione del rapporto di lavoro. Tuttavia l’avvio del procedimento disiciplinare è da considerarsi probabilmente anche un atto dovuto del cda nei confronti del direttore generale visto il complesso scenario che vede coinvolta la Carispaq nella vicenda giudiziaria. La Carispaq aveva comunque annunciato verifiche tese a fare chiarezza”.

Nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura romana sono finiti in carcere   Gianfranco Lande, il cosiddetto ”Madoff” dei Parioli, la compagna Raffaella Raspi, il fratello Andrea, nonché Gian Piero Castellacci De Villanova e Roberto Torregiani, tutti consulenti finanziari. La misura cautelare è stata recentemente decisa dal  gip Simonetta D’Alessandro che ha respinto le istanze di revoca delle misure restrittive in carcere. I cinque sono detenuti dal 24 marzo scorso.

Secondo le accuse dei magistrati i conti aperti presso la filiale capitolina della Carispaq sarebbero stati utilizzati dalla banda per la movimentazione di ingenti quantità di denaro, in contrasto con le normative antiriciclaggio vigenti.