L’AQUILA – Con 383 voti a favore e 154 no la Camera dei deputati ha dato il definitivo via libera alla conversione in legge del decreto sulle emergenze che assegna 1,2 miliardi per la ricostruzione dell’Aquila e del “cratere”.
Il ministro per i Rapporti con il parlamento Dario Franceschini ha posto, a nome del governo, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, per cui il testo uscito dall’aula è identico a quello licenziato dal Senato.
La cosiddetta “leggina” mostra un primo segnale di attenzione da parte dei protagonisti della attuale legislatura politica nei confronti del territorio colpito dal sisma del 2009.
Sono tante le novità, a partire dalla “rivoluzione” dell’assistenza alla popolazione, già anticipata da AbruzzoWeb, passando per la proroga fino al 31 dicembre 2013 dei precari impiegati negli uffici della Provincia e del Comune dell’Aquila e degli altri centri impegnati nel post-sisma.
Altri provvedimenti, sempre in favore degli enti locali, prevedono la deroga al patto di stabilità e il rifinanziamento del contributo straordinario per coprire le minori entrate e le maggiori uscite dei bilanci pubblici per un importo complessivo di 35 milioni di euro.
In mezzo la norma contestata da imprese e tecnici che prevede l’autocertificazione dell’avvenuto pagamento di fornitori e subappaltatori prima della riscossione degli stati di avanzamento dei lavori successivi alla prima tranche di contributi del 25% e l’anticipazione di cassa di 150 milioni a valere sui fondi della delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) numero 135 del dicembre 2012 per consentire l’avvio dei cantieri con i progetti già pronti.
Questo giornale ha esaminato le parti più importanti del testo, al fine di assicurarne una lettura più agevole a chiunque.
COMMA 1 – PROROGA AUTONOMA SISTEMAZIONE
Prevede la proroga del contributo per l’autonoma sistemazione, l’assistenza gratuita presso strutture private o pubbliche, l’affitto concordato e le altre forme di assistenza alla popolazione. La copertura finanziaria è assicurata dai 62 milioni finalizzati nella delibera Cipe 135.
COMMI 3, 3 BIS E 4 – AFFITTO SEDI ISTITUZIONALI
Assegna fondi per le sedi istituzionali affittate dalla Provincia e dal Comune dell’Aquila in sostituzione di quelle rese inagibili dal terremoto. Per il pagamento dei relativi canoni alla Provincia vanno 1.852.644,15 euro e al Comune 800 mila. Il comme 4 trasferisce un contributo straordinario di 385 mila euro alla Prefettura al fine di accelerare l’effettuazione delle spese necessarie ad assicurare il definitivo ripristino della funzionalità degli uffici.
COMMA 6 BIS – LA ”RIVOLUZIONE” DELL’ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE
È il passaggio relativo alla “rivoluzione” dell’assistenza alla popolazione. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, potrà assegnare gli alloggi del progetto C.a.s.e. e i Map anche alle coppie che si sono formate dopo il terremoto o i nuovi nuclei monoparentali, purché almeno un componente abbia la casa “E”, i nuclei già disaggregati e non che vivevano nello stesso alloggio pur non facendo parte della stessa famiglia; i soggetti con contratti lavorativi di assistenza domiciliare cessati per morte dell’assistito; chi non hanno diritto alle abitazioni per sfollati in quanto il proprietario della casa di origine non ha presentato il progetto di ristrutturazione o coloro ai quali, all’esito della ristrutturazione, non è stato riconcesso l’appartamento, con l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) inferiore a 8 mila euro.
Inoltre il primo cittadino potrà dare un’abitazione anche a coloro che hanno l’alloggio classificato “B” o “C” in aggregato “E”, unitamente agli alloggi dell’Azienda per l’edilizia territoriale (Ater) “B” e “C” oppure “A” ma ricompresi in edifici classificati “B” e “C”; i residenti e i dimoranti in altri comuni nell’ambito della provincia dell’Aquila, con casa inagibile, quindi assistiti dai comuni di provenienza, i quali per motivi sanitari e di lavoro, chiedono l’assegnazione di un alloggio all’Aquila.
COMMI 6 TER E QUATER – PROROGA PRECARI
Si tratta dei commi che consentono la proroga o il rinnovo fino al 31 dicembre 2013 dei contratti dei precari già impiegati negli uffici degli enti impegnati nella ricostruzione.
Il Comune dell’Aquila è autorizzato a prolungare i rapporti con il personale a tempo determinato, anche con profilo dirigenziale, assunto sulla base della normativa emergenziale e in servizio presso l’ente alla data di entrata in vigore della legge, anche in deroga alle vigenti normative sul limite alle assunzioni.
Stessa cosa per la Provincia dell’Aquila e per i comuni del “cratere”. Il costo complessivo dell’operazione è stimato in 2.278.000 euro.
COMMA 6 SEPTIES – AUTOCERTIFICAZIONI SAL
I pagamenti degli stati di avanzamento dei lavori degli edifici della ricostruzione privata, successivi al primo Sal, potranno essere autorizzati solo a fronte di un’autocertificazione, rilasciata dal proprietario dell’abitazione, dal presidente del consorzio o dall’amministratore di condominio e dal direttore dei lavori, con cui si attesti l’avvenuto pagamento di tutte le fatture dei fornitori e subappaltatori relative ai lavori effettuati sia nel precedente Sal che in quello oggetto del pagamento.
COMMI DA 1 A 5 – IN SEI ANNI 1,2 MILIARDI
È l’articolo più importante della legge, quello che prevede un nuovo finanziamento per la ricostruzione privata con ulteriori 1,2 miliardi di euro in sei anni.
La copertura è assicurata dall’aumento delle imposte di bollo: le marche da 1,81 euro passano a 2 e quelle da 14,62 a 16. In questo modo saranno disponibili 98,6 milioni di euro per l’anno 2013 e 197,2 per ciascuno degli anni dal 2014 al 2019.
Inoltre è prevista la possibilità di anticipare 150 milioni delle risorse Cipe destinate alla ricostruzione pubblica attraverso una “partita di giro” di cassa, stornandoli sui progetti privati, in modo da consentire l’avvio dei cantieri degli immobili che hanno già i progetti pronti per l’approvazione. Pierluigi Biondi
COMMI DA 1 A 8 – MACERIE
Riguarda le norma per la prosecuzione delle attività di rimozione, raccolta e trasporto delle macerie.
A tal fine è autorizzato l’impiego dei vigili del fuoco e dell’esercito. Le intese con tali soggetti vanno definite attraverso appositi accordi nei quali sono precisate le modalità della collaborazione, compreso il rimborso delle spese sostenute e documentate nei limiti previsti dalla normativa vigente nonché il pagamento del compenso per le ore di straordinario autorizzato ed
effettivamente prestato per un massimo di 30 ore mensili.
La demolizione e l’abbattimento degli immobili appartenenti al demanio o al patrimonio pubblico sono curati, in base alla competenza territoriale, dagli Uffici speciali con l’impiego dei vigili o dei militari o, in alternativa, qualora le condizioni tecniche non lo consentano, da ditte private.
La spesa complessiva destinata alle macerie è di quasi 11 milioni di euro, cui vanno aggiunti i 12 milioni già previsti in un apposito capitolo dalla delibera Cipe.
Nello stesso articolo, al comma 5 bis, è ripristinato per il 2013 lo stanziamento di un milione di euro per le attività di monitoraggio del rischio sismico.



