PESCARA – “La sanità è la prima emergenza in Abruzzo come del resto in tutta la nazione. Quando una Regione paga 100 milioni di euro ad altre Regioni per far curare i propri cittadini vuol dire che si è al collasso”.
Lo ha detto questa mattina a Pescara il leader di Azione Carlo Calenda a margine della presentazione del suo libro ‘Il Patto’. “La prima cosa da fare a livello nazionale come noi proponiamo da quattro anni è quello di mettere ogni euro disponibile sulla sanità perché noi siamo un paese di anziani che non si possono curare. E dall’altro lato quello che noi diciamo è che le nomine a livello regionale di chi gestisce la sanità vanno fatte con un concorso pubblico fatto sul merito, e sulle capacità e non politicizzate”.
All’evento era presente Luciano D’Amico candidato presidente alle prossime elezioni regionali del 10 marzo. “Io credo che oggi Luciano D’Amico – ha aggiunto Calenda – ha dimostrato di essere capace di farlo. Lo ha fatto nell’azienda di trasporti e lo ha fatto come rettore dell’Università di Teramo che ha portato ad essere la seconda in Italia, e se i cittadini come dovrebbero, votano sulla base delle competenze, credo che non c’è partita in questa regione”.
“Il problema dell’Italia, delle Regioni e dei Comuni è che le persone possono essere di destra e di sinistra, ma non riescono a far accadere nulla. Persino non riescono a spendere i soldi come vediamo con il Pnrr. Dunque l’unico modo di cambiare la politica in Italia è mettere persone che abbiano esperienze gestionali e amministrative rilevanti”. Così il leader di Azione Carlo Calenda ospite a Pescara per presentare il suo libro, parlando della candidatura di Carlo Costantini a sindaco di Pescara per la coalizione di centrosinistra. “Sono molto contento anche in questo caso – ha aggiunto – perché Costantini ha esperienza amministrativa”.
“Elkann cui abbiamo dato questi soldi, deve venire in Parlamento in Italia a spiegare quale è il piano industriale di Stellantis, poi discutiamo degli incentivi, ma prima dobbiamo sapere se ancora una volta l’ex Fiat ha disatteso le promesse a fronte di fondi pubblici che sono stati dati”. Lo ha detto ancora Calenda parlando di questa vicenda nazionale.
“La questione di Stellantis – ha spiegato – io la sto sollevando esattamente dalla nascita di Stellantis, anzi da prima, da quando il Governo Conte 2 ha dato 6,3 miliardi di garanzia agli Elkann per pagarsi un dividendo di 2,9 miliardi in Olanda. Da allora io sto dicendo che non è una fusione, ma una vendita ai francesi di un asset industriale fondamentale. Il ricatto di Tavares nel dire ‘o ci date gli incentivi o chiudiamo le fabbriche’ è inaccettabile”. “E siamo contenti che oggi finalmente questo è diventato un problema di cui si occupano anche altri – ha sottolineato – perché come al solito in Italia ci siamo occupati di fesserie fino ad adesso, tipo Chiara Ferragni e altre cose che non c’entrano niente con la politica. Questa è politica: come tenere in Italia 40mila posti di lavoro diretti e centinaia di migliaia di posti di lavoro indiretti”.






