L’AQUILA – Verrà resa in giornata la sanzione disciplinare che verrà adottata nei confronti di un calciatore dell’Oratoriana calcio, formazione aquilana che milita nel campionato di prima categoria, espulso nei minuti finali del match giocato a Capistrello per aver reagito nei confronti di un giocatore avversario che lo aveva apostrofato, con chiari fini provocatori, “terremotato”.
Un fenomeno in aumento, secondo quanto denunciato dall’avvocato aquilano Fabrizio Fiaschetti, che sta curando i ricorsi delle società e tutelando i giocatori che magari aggrediscono qualcuno che li ha innescati ad arte e vengono poi “stangati” dal giudice sportivo.
Uno degli episodi più gravi è quello riferito proprio al giocatore della formazione del capoluogo dell’Oratoriana a Capistrello, dove la partita è stata sospesa dopo il parapiglia scoppiato in campo:
“Perdevamo 3 a 2 e in zona Cesarini l’arbitro ci ha assegnato una punizione – spiega Giancarlo Vitaliani, direttore tecnico dell’Oratoriana – ero a bordo campo ma mi hanno riferito che un giocatore del Capistrello ha urlato in faccia ad uno dei nostri, Francesco Tartaglia, rinfacciandogli la condizione di ‘terremotato. Ne è scoppiato un parapiglia che ha portato l’arbitro a decretare la sospensione della partita”.
“Il nostro giocatore è stato squalificato per cinque giornate, abbiamo avuto la partita persa a tavolino e siamo stati multati di trecento euro, mentre l’avversario è stato squalificato per due giornate. Sicuramente lo sbaglio è stato anche del nostro giocatore che ha reagito in maniera avventata ma soltanto chi ha vissuto un’esperienza drammatica come il terremoto può sapere cosa si prova sentirsi insultato solo perchè terremotato”.
Una “stangata” che si configura come una vera e propria beffa
Le provocazioni, ha tenuto ha precisare Vitaliani, “ci sono state da parte del giocatore e di quattro,cinque persone sugli spalti. Non è che tutto il paese di Capistrello è contro L’Aquila e i terremotati, sia ben chiaro. Però certe cose fanno male, riaprono ferite che non si potranno mai cicatrizzare.
Anche ai calciatori della formazione dell’Amiternina, del comune di Scoppito, sono stati oggetto di insulti e sberleffi: “Mi è capitato personalmente qualche settimana fa – afferma il portiere Manuel Capulli – contro lo Scerne di Pineto. Stavamo vincendo e un giovane avversario durante la partita ha detto a voce alta ‘terremotato’ vicino alla nostra panchina. C’è stato un piccolo parapiglia – prosegue l’estremo difensore giallorosso – ma l’arbitro non ha adottato nessun tipo di provvedimento. Più che altro rendendosi conto di quanto accaduto, il direttore di gara ha fatto da paciere. Il diciottenne non ha chiesto scusa, ma abbiamo ricevuto delle scuse dai compagni più esperti. La sensazione è stata quella che non si fosse pentito del gesto”.
Ha confermato l’esistenza del “caso” anche il capitano giallorosso, Alessandro Del Coco. “La miglior risposta – spiega – è quella che non si dà. In questi casi sarebbe meglio mostrarsi indifferenti”.
Del triste fenomeno sono stati informati anche il giudice sportivo del comitato abruzzese della Figc, Giovanni Lely, che ha potuto solo constatare come “in assenza di un referto dell’arbitro che denunci le provocazioni non possono essere presi provvedimenti” e il presidente degli arbitri abruzzesi, l’ex fischietto di serie A Pasquale Rodomonti che ha dichiarato: “Se un arbitro è testimone di un episodio così grave sicuramente adotta dei provvedimenti, questo è fuori discussione. È una cosa gravissima”. (g.a.)
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