L’AQUILA – “E così, dopo anni di assoluto silenzio, fatto di riunioni segrete e di mancate concertazioni, il commissario Chiodi e la sub commissario Baraldi hanno comunicato agli abruzzesi che esiste un altro debito in sanità di 360 milioni di euro e che, per giunta, loro non ne hanno la colpa poiché la responsabilità sarebbe da imputare alle gestioni pregresse”.

Lo afferma il segretario regionale Uil funzione pubblica, Fabio Frullo, che aggiunge che “il dato politico è un altro, al di là delle tante parole: il Chiodi presidente, nominato commissario,
non è stato in grado di ripianare il debito e anzi, dopo anni di doppio commissariamento, ci dicono che esiste un’altra voragine di 360 milioni di euro come se, somme di questa entità, potessero passare inosservata a una corretta gestione commissariale”.

“In questi anni, allora – sostiene Frullo – abbiamo fatto pagare agli abruzzesi un debito indeterminato facendo, di conseguenza, scelte sbagliate in termini di riorganizzazione della sanità abruzzese, tamponando solamente l’emergenza e utilizzando la discrezionalità e il silenzio più totale come risoluzione dei problemi visto che il presidente si è ben guardato di attuare la concertazione con le parti sociali”.

“Ma è mai possibile – si chiede il sindacalista – che si scoprano debiti di questa entità dopo anni e che non si trova altra giustificazione se non quella di attribuire la responsabilità ad altre gestioni? Un risultato così disastroso chiama in causa rilevanti responsabilità politiche da parte di tutti i soggetti che hanno, di fatto, gestito la sanità regionale”.
 
“Chiodi – prosegue – non vuole ammettere di aver sbagliato e fallito perché è vittima del suo stesso orgoglio che non gli permette di confessare questo disastro frutto di una gestione arbitraria e inefficace in materia sanitaria giacché si scopre, addirittura, che stava cercando di ripianare un debito di cui neanche lui ne conosceva l’ammontare”.

“Come potranno ancora fidarsi gli abruzzesi delle parole del nostro presidente? Ora – conclude Frullo – c’è da capire chi e come pagherà questo nuovo deficit di 360 milioni di euro. Forse non ci saranno nuove tasse, ma gli abruzzesi e i lavoratori lo pagheranno ugualmente in termini di qualità dei servizi anche se, prima di chiudere un altro ospedale, sarebbe meglio chiudere questa Giunta se i risultati e i comportamenti rimarranno questi”.