L’AQUILA – Saranno ore incandescenti quelle nel centrodestra abruzzese prima della riunione di giunta di domani che approverà l’aumento dell’addizionale Irpef, si dovrà vedere con quali scaglioni, per coprire il deficit della sanità di 60 milioni circa, da azzerare prima del tavolo di Monitoraggio fissato per l’11 aprile prossimo a Roma. Aumento che forti resistenze riscontra però in maggioranza del centrodestra, che alla fine però da quanto si apprende si allineerà, pur masticando amaro.

Oggi è in programma alle 18.30 la riunione di Fratelli d’Italia, il partito del presidente della Regione Marco Marsilio, che l’aumento lo ha confermato e difeso nell’intervista al quotidiano Il Centro e a Rete8, scegliendo il pugno duro contro la sua maggioranza  “chi non la voterà non potrà più fare parte della maggioranza”, è arrivato a minacciare.

E sempre oggi, alle 16 ci sarà un incontro tra il presidente e il gruppo della Lega. Questo dopo la riunione dei salviniani di sabato, dove l’ex segretario regionale, Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato all’Agricoltura, nemico di vecchia data di Marsilio, ha spinto per la linea dura, mentre a perorare un atteggiamento dialogante e non di rottura è stato il neo segretario, il capogruppo e presidente della prima commissione Bilancio, Vincenzo D’Incecco.

Questo in un clima avvelenato da quello che che è accaduto martedì nel summit del centrodestra, con l’aggressione verbale di Marsilio contro il consigliere regionale della Lega Carla Mannetti, innescate dalla sua intervista  al Tgr Abruzzo, in cui aveva detto che il centrodestra non avrebbe dovuto mettere le mano in tasca agli abruzzesi, contraddicendo dunque la linea già tracciata dal presidente. Marsilio dopo aver esordito “Alla prossima intervista ti prendo a calci nel c… e me lo posso permettere perché ti conosco da trent’anni”, ha rincarato la dose prima che Mannetti lasciasse la riunione indignata, seguita poi dal capogruppo D’Incecco e dal vicepresidente Emanuele Imprudente.

Nella riunione di sabato la linea che è uscita è che la “Lega dice sì al ripianamento del debito, sì al controllo della spesa, senza però trascurare il diritto alla salute e la centralità del cittadino”.

C’è stata la richiesta di una nuova riunione di maggioranza,  prima del passaggio della manovra in giunta, “così da presentare le proprie proposte, dal momento che non è stato possibile farlo nel precedente tavolo. Proposte ben precise che vanno dalla tutela delle aree interne e dei suoi presidi sanitari alla rimodulazione dell’aliquota Irpef più elevata”.

E ancora “occorre maggiore condivisione politica sul management delle Asl e, dunque, sulle scelte future dei manager e sul loro operato”. Fra le  proposte, anche “l’utilizzo dei fondi comunitari Fsc per la sanità e inoltre l’istituzione di una cabina di regia politica su bilancio regionale e bilancio della sanità”.

Anche dentro Fdi non c’è accordo. La riunione si terrà all’Aquila, alla presenza del segretario regionale, il senatore Etel Sigismondi, e dei vicesegretari regionali, il senatore Guido Liris e il deputato Guerino Testa.

A non fare mistero della contrarietà all’aumento delle tasse è  in particolare il presidente della quinta commissione Sanità, Paolo Gatti, che ha “marinato” il summit di martedì scorso mandando su tutte le furie Marsilio, arrabbiato anche per l’assenza del consigliere Daniele Marinucci, eletto per di più nella lista Marsilio presidente.

In base alle ultime ipotesi che circolano, la prima aliquota dell’Irpef, ora per tutti all’1,73%,  scenderà dello 0,10% fino 28mila euro di reddito, passando da 1,73% a 1,63%. Nella seconda fascia fino a 50.000 euro, salirà invece al 3,23%, la terza aliquota per i redditi superiori ai 50mila euro l’anno, salirà al massimo consentito, il 3,33%.

La previsione della vigilia è che alla fine i partiti della maggioranza si adegueranno, e anche Forza Italia si è espressa in tal senso, ma magari rivedendo le aliquote, e chiedendo misure aggiuntive in tema di governance della sanità, tra cui c’è anche il benservito agli attuali manager.