L’AQUILA – “Massimo Cialente rischia di passare alla storia come il sindaco delle retromarce”.
Sono queste le dure parole di Roberto Tinari, vice presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, per il gruppo L’Aquila Città Aperta, riguardo l’argomento spinoso che in questi giorni è sulla bocca di tutti gli aquilani, e che sta facendo mettere mano ai portafogli, non senza le dovute proteste: le bollette pazze recapitate ai cittadini e agli inquilini del progetto C.a.s.e..
“Prima lo scandalo delle bollette della tassa sui rifiuti, con un’incresciosa disparità di trattamento tra i contribuenti aquilani, alcuni dei quali ammessi allo sconto del 60 per cento per le annualità riguardanti il periodo di sospensione a causa del sisma, altri esclusi da questo beneficio perché iscritti al ruolo del 2011. Monta la sacrosanta protesta e l’assessore alle Finanze, De Santis, invita i cittadini incappati in questa mostruosa ingiustizia ad aspettare prima di pagare, promettendo una soluzione al problema, che ancora non arriva”.
“Poi l’aberrante assalto ai portafogli degli assegnatari del progetto Case, con bollette contenenti l’acconto per le utenze comuni e le spese per gli spazi condominiali che superano i 3.000 euro e arrivano addirittura a 5.000 euro – continua Tinari – Nella commissione consiliare convocata per discutere dell’argomento, il primo cittadino ha detto che i cittadini dovrebbero cominciare a pagare le rate, perché nel giro di sei mesi sarebbe pronto un quadro preciso dei consumi e delle spese per ogni assegnatario. Il conguaglio, secondo il sindaco, dovrebbe rendere giustizia. Con tutto il rispetto, è difficile da credere”.
“Mi permetto di dare a Cialente un umile consiglio – propone il consigliere comunale – Non faccia più il parafulmine di assessori incapaci di gestire queste situazioni, difficili, non c’è dubbio, ma che un buon amministratore deve saper affrontare con rigore ed equità. L’assessore alle Finanze doveva controllare che l’emissione delle bollette per la tassa sui rifiuti contenessero per tutti i contribuenti interessati gli importi dovuti, cioè ridotti del 60 per cento per quanto attiene il tributo sospeso a causa del terremoto”.
“Gli assessori competenti per il Progetto C.a.s.e., Moroni e Pelini, dovevano disporre da subito una ricognizione accurata dei 19 complessi, soprattutto per quanto attiene le manutenzioni (visto che molti edifici hanno dei problemi gravissimi), i consumi reali e le spese effettive sostenute per gli spazi comuni. Si è invece navigato a vista, esaminando tali problemi a monte e non a valle, cercando di capire, per ora, senza riuscirci, come è possibile venire incontro a migliaia e migliaia di persone che sono letteralmente inferocite per i trattamenti subiti.
Il sindaco metta subito fuori dalla Giunta questi assessori e non prenda su di sé le loro responsabilità”.
“E cominci a pensare che il bene degli aquilani è frutto di riflessioni e studi preliminari, non di apposizione delle classiche ‘pezze a colori’, una volta che i danni sono stati fatti e che gli aquilani, già di per sé allo stremo, sono in preda al panico per il rischio di dover versare soldi peraltro non dovuti – conclude – Le retromarce non servono a nulla e sono il classico segno tangibile di incompetenza”.






