L’AQUILA – Quando a gennaio il comune dell’Aquila recapitò agli assegnatari del progetto C.a.s.e. le comunicazioni per il pagamento acconti delle utenze domestiche arretrate ci fu quasi una sollevazione di popolo, con centinaia di ricorsi e persino la costituzione di comitati ad hoc.
Ma a distanza di quattro mesi, stando ai primi dati disponibili, si può constatare che alla fine, tutto sommato, le bollette si stanno pagando. Ammontano infatti già a oltre 1,5 milioni di euro i soldi entrati nelle casse comunali, su un totale di circa 9,5 milioni di attesi per 30 mesi di consumi arretrati.
La prima platea di utenti-pagatori è stata stimata in circa 3.000 cittadini, il 70% degli assegnatari.
Nei primi due mesi, gennaio e febbraio, si è avuto un picco degli incassi, mentre dalla terza rata in poi in molti si sono fermati in attesa di ricevere la comunicazione dei conguagli con gli esatti consumi, prevista entro l’estate.
Le bollette arretrate, dilazionate in rate mensili, si riferiscono infatti al periodo che va dall’aprile 2010 al novembre 2012, e sono state computate non in base agli effettivi consumi, ma secondo una stima forfetaria fatta in base a dimensioni dell’alloggio e giorni di occupazione, senza dunque tener conto degli effettivi consumi.
Proprio da tale criterio adottato hanno avuto origine i ricorsi di molti cittadini, pronti alla barricate per contestare richieste di pagamento che sono arrivate anche a 6 mila euro.
Dal mese di marzo, il Comune, tramite addetti dell’Asm, sta provvedendo alle letture dei contatori in tutti gli alloggi, con non poche difficoltà tuttavia, dovute sia a malfunzionamenti degli impianti che alle diverse tipologia di apparecchiature, diverse da zona a zona.
Gli uffici tecnici comunali, dopo un confronto anche con i comitati dei cittadini, hanno redatto i criteri per la definizione del conguaglio. Entro l’estate saranno inviate a tutti le comunicazioni, e nel frattempo i cittadini dovranno pagare sino a cinque rate dell’acconto richiesto.
Da settembre prossimo, però, il Comune stringerà le maglie, pronto a mettere in mora chi non dovesse ottemperare o tardare ai pagamenti, con tanto di sanzioni, interessi e more come prevede l’apposito regolamento approvato, e persino alla revoca dell’alloggio per i casi di inadempienza.
Sono previste rateizzazioni di favore per i casi reddituali di particolare disagio, ovvero per quei nuclei familiari che hanno reddito Isee inferiore a 8.500 euro.
Entro l’anno il Comune dovrà poi decidere la modalità di gestione del progetto C.a.s.e. per garantirne la manutenzione.
L’intenzione, come detto più volte dal primo cittadino, Massimo Cialente, è quella di costituire una società ad hoc pubblico-privata, che potrebbe nascere come ramo del Sed, con socio privato da scegliere tramite bando di gara. (red)



