L’AQUILA – “Se Chiodi vive sulla luna, allora l’Idv ha preso un vero e proprio colpo di sole”.
È la replica dell’assessore al Bilancio, Carlo Masci, alle dichiarazioni odierne rilasciate dai consiglieri regionali Cesare D’Alessandro e Lucrezio Paolini.
“È abbastanza facile capire perché esponenti del centro sinistra regionali non siano in grado di valutare né di apprezzare i giudizi positivi che Moody’s ha espresso nei confronti del sistema regionale attuale. O forse tale atteggiamento è espressione della mancanza di coerenza e di conoscenza che tali politici hanno nei confronti della realtà abruzzese – sostiene Masci – ed è strano che D’Alessandro e Paolini non abbiano messo in evidenza che Moody’s era pagata dalla Regione Abruzzo anche quando, lo scorso anno, ha evidenziato i pericoli di tenuta finanziaria della Regione a seguito del sisma del 6 aprile, ma è ancora più strano che abbiano dimenticato che Moody’s era pagata dalla Regione anche nel dicembre 2006 (con il governo di centro sinistra in carica) quando l’Agenzia ha abbassato il rating da “A1” ad “A2”, tenendo conto di quanto il governo regionale in carica aveva espresso in senso negativo in termini di politiche regionali e di assunzione di nuovi mutui”.
“È singolare – prosegue l’assessore – che amministratori come D’Alessandro e Paolini non abbiano ancora capito che la difficile situazione finanziaria regionale di oggi è la normale e naturale conseguenza di politiche di spesa smisurate, prive della necessaria copertura finanziaria come le gestioni degli anni 2006-2008, dove si è continuato a produrre deficit e si è fatto ancora ricorso all’indebitamento”.
“Questi signori – conclude Masci – non hanno ancora capito, ma i cittadini abruzzesi, fortunatamente, hanno capito tutto benissimo, e ci hanno pensato bene quando hanno fatto la loro scelta in favore del governo regionale in carica. Hanno capito bene che l’incremento delle tasse opera a partire dall’anno 2006 e che oggi le tasse che loro pagano servono per coprire le gestioni inefficienti e spendaccione di quegli anni”.





