CHIETI – “L’economia in Abruzzo nel primo semestre 2011 ha fatto registrare un diffuso pessimismo tra le imprese e una prospettiva non ottimistica per il futuro”.
Lo dichiara il direttore della filiale della Banca d’Italia dell’Aquila, Luigi Bettoni, a proposito dei dati che emergono dall’aggiornamento congiunturale della filiale del capoluogo, relativo ai primi 6 mesi del 2011.
“L’economia in Abruzzo ristagna, le turbolenze finanziarie internazionali hanno condizionato le banche nell’erogazione del credito, che è il motore dell’economia”, ha detto il direttore nell’incontro con la stampa prima della presentazione del rapporto “L’economia in Abruzzo”, in corso nella sede della Camera di commercio di Chieti.
Discordi le reazioni alla sfilza di dati: bene per il governatore, Gianni Chiodi, benino per il presidente del Consiglio, Nazario Pagano, male per il capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro.
BENE EXPORT (+20%), IN CALO INVESTIMENTI
Rispetto al 2010, si sono affievoliti progressivamente i segnali di ripresa dell’economia abruzzese, in particolare a partire dal mese di aprile 2011.
Gli investimenti delle imprese hanno continuato a ristagnare e, anche per effetto delle recenti tensioni sui mercati finanziari, per il 2012 prevalgono le imprese che prevedono una spesa per investimenti in calo.
Nel settore delle costruzioni l’attività produttiva ha subito un calo nel primo semestre che viene confermato anche nella seconda parte del 2011 dalle previsioni negative.
Il mercato immobiliare fa registrare un calo delle compravendite dell’11 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. Nel terziario hanno ristagnato le attività maggiormente legate alla domanda interna, come il il commercio e i trasporti, mentre la produzione industriale è cresciuta a buon ritmo nella media del primo semestre 2011, anche se in rallentamento rispetto all’anno precedente.
Giudizi relativamente più favorevoli sono stati espressi dalle aziende esportatrici, con un +20 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010: l’80 per cento di questa crescita è riconducibile al settore dei mezzi di trasporto che ha recuperato i livelli di export precedenti la crisi.
AUMENTANO GLI OCCUPATI (+3%)
L’occupazione è aumentata del 3,1 per cento nei primi 6 mesi dell’anno, interessando maggiormente donne e lavoratori dipendenti.
Il tasso di disoccupazione si è ridotto dall’8,8 per cento all’8,3 per cento allineandosi al dato medio nazionale e risultando sensibilmente inferiore al 13,6 per cento del Mezzogiorno.
Scende anche il ricorso alla Cassa integrazione guadagni (Cig), diminuito del 12 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2010 ma che rimane nel complesso su livelli ampiamente superiori a quelli precedenti la crisi.
“Il dato sull’occupazione, insieme all’automotive della provincia di Chieti che tiene praticamente da solo in piedi il commercio estero abruzzese (80 per cento export, ndr), sono i dati positivi dell’aggiornamento congiunturale”, ha commentato il direttore Bettoni.
CROLLANO IMMATRICOLAZIONI AUTO (-24%)
“Nel primo semestre 2011 le immatricolazioni di auto in Abruzzo sono crollate del 24 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010”, ha rilevato il direttore.
“Il credito bancario alle imprese è tornato a crescere a un ritmo contenuto (2,8 per cento), dopo essere diminuito per buona parte del 2009 e per tutto il 2010 – si legge nella sintesi del rapporto di Bankitalia Abruzzo – la debolezza della domanda di prestiti dipende principalmente dalla scarsa propensione delle imprese a investire, mentre sulla dinamica del credito ha inciso anche l’inasprimento dei criteri di offerta da parte delle banche”.
“Diminuisce del 2,2 per cento il tasso di espansione sui dodici mesi dei prestiti alle famiglie da parte di banche e società finanziarie, così come sono diminuite le nuove erogazioni di mutui, mentre il credito al consumo ha ristagnato”.
PAGANO, ”DATI POSITIVI PER ECONOMIA REGIONALE”
“I dati che emergono dall’aggiornamento congiunturale dell’economia regionale di Bankitalia dimostrano che l’Abruzzo è tornato a camminare sulla strada giusta. L’aumento dell’occupazione del 3, per cento nei primi mesi dell’anno, la diminuzione del 12 per cento della Cassa integrazione guadagni (Cig) rispetto ai primi sei mesi del 2010 e l’aumento delle esportazioni grazie all’automotive della Provincia di Chieti sono indicatori che ci fanno guardare con fiducia sul futuro economico della regione”.
È il commento del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.
“Naturalmente – osserva Pagano – la strada che dobbiamo percorrere è ancora lunga e tortuosa; è necessario, infatti, attivare immediatamente politiche di sviluppo economico mirate – conclude – a rafforzare la crescita del tessuto produttivo abruzzese”.
CHIODI, ”I DATI CONFERMANO LA RIPRESA DELL’ABRUZZO”
“L’Abruzzo oggi sta riscattando il divario con le aree più sviluppate del nostro Paese”.
Questo il commento del presidente della Regione, Gianni Chiodi.
“La nostra regione – dice – sta recuperando il gap rispetto a Pil, occupazione e internazionalizzazione puntando su un concetto di rigore dei conti e riequilibrio della spesa sanitaria”.
Per Chiodi, “il dato dell’aumento del 3,1 per cento dell’occupazione con l’allineamento al dato medio nazionale per il tasso di disoccupazione, che si è ridotto dall’8,8 all’8,3 per cento, migliore rispetto al 13,6 per cento del Mezzogiorno, dimostrano che questo Governo regionale continua a rispondere bene nonostante la grande crisi economica che investe tutto il mondo occidentale”.
D’ALESSANDRO (PD), ”SONO FORTEMENTE PREOCCUPATO”
“Il quadro che deriva dall’aggiornamento congiunturale dell’economia regionale di Banca d’Italia, dimostra che i timidi segnali di ripresa nel 2010 sono quasi scomparsi nel corso del 2011. Siamo sostanzialmente fermi e non si rintraccia la speranza dell’uscita dal tunnel”.
Lo afferma il capogruppo del Pd in Regione, Camillo D’Alessandro.
“In particolare – riprende D’Alessandro – le imprese intervistate hanno visto al ribasso i loro progetti e investimenti. Solo il 14 per cento delle imprese operanti nel comparto industriale prevede un miglioramento della propria condizione”.
” L’unico dato che registra un modesto miglioramento è l’occupazione, ma ci colloca ancora al di sotto deimlivellimoccupazionali conosciuti nella fase pre-crisi”, sostiene ancora.
“Sono fortemente preoccupato – conclude D’Alessandro – è la condizione finanziaria di sofferenza delle famiglie abruzzesi che dimostra che oggettivamente si sta raschiando il fondo”.






