L’AQUILA – “Con la mossa di esporre il vessillo dello Stato ebraico a Palazzo Silone, sede della Giunta regionale, Marco Marsilio è caduto in una pesante contraddizione, visto che nei giorni scorsi varie agenzie di stampa attribuivano al presidente della Regione ‘la condanna a nome del Gruppo conservatori e riformisti europei di cui è presidente, degli attacchi terroristici collocandosi fermamente ‘senza sé e senza ma’ a fianco di Israele, auspicando una soluzione pacifica del conflitto in atto'”.
Così, in una nota, il commissario regionale di Italexit Massimo Pietrangeli che ribadisce “la condanna e lo sdegno di Italexit per le brutali azioni terroristiche di Hamas, ma invita Marsilio a rimuovere la bandiera” e aggiunge che il gesto “significa un appoggio del popolo abruzzese al governo sionista e di estrema destra di Netanyhau, contestato dalla maggioranza del popolo israeliano, da intellettuali di rilievo e da molti religiosi”.
“Ora – incalza Pietrangeli – se è vero che nulla abbiamo da obiettare sul condannare un brutale attacco terroristico che ha sconvolto e indignato anche noi, né sull’auspicare una soluzione pacifica del conflitto in atto, è altrettanto vero che non possiamo condividere in alcun modo l’esposizione della bandiera dello stato di Israele davanti ai nostri palazzi istituzionali, e questo per una serie di importanti ragioni, cui però è importante far precedere alcune importanti premesse di ordine storico ancor prima che politico, e un distinguo fondamentale”.
“Partiamo da quest’ultimo: il governo israeliano, nei fatti, rappresenta assai poco il martoriato popolo ebraico e molto di più il sionismo internazionale di matrice ashkenazita: di ciò stiamo avendo sempre maggiori testimonianze (che però ‘ovviamente’ non passano mai per i media mainstream) di numerosissimi intellettuali, religiosi e cittadini ebraici che condannano apertamente il governo Netanyahu per le politiche sempre più aggressive verso un Paese e un Popolo cui negli anni è stato tolto non solo il 99 per cento del territorio ma anche il controllo del proprio approvvigionamento idrico, elettrico ed energetico in genere”.
“Per tale motivo – continua Pietrangeli – identificare lo stato di Israele con il Popolo israeliano ed il suo diffuso sentire è un errore madornale come allo stesso modo lo è identificare il gruppo terroristico di Hamas (tra parentesi, finanziato dagli stessi filantropi che foraggiavano l’ISIS) con l’intero Popolo palestinese; questo è, al contrario, ciò che i media mainstream e tutte le figure istituzionali del ‘democratico’ occidente stanno facendo passare nei loro scritti e servizi tv”.
“Non ci addentriamo più di tanto – spiega il commissario regionale del partito di Gianluigi Paragone – nelle pur giuste polemiche relative alla ‘grandissima meraviglia’ sul come il servizio di intelligence migliore al mondo e un esercito con mezzi tecnologici all’avanguardia si siano lasciati penetrare come nulla fosse dai terroristi e dai razzi di Hamas, ma poniamo all’opinione pubblica dei nostri corregionali anche questi legittimi dubbi riguardo a questo attacco che ha dato la stura ad una reazione altrettanto e più violenta che ha già causato oltre mille morti e, fatto ancor più grave, a quello che in pratica è l’annuncio di un probabile ennesimo genocidio: per questo stigmatizziamo il totale silenzio di tutti i paesi occidentali allineati e coperti alle indicazioni delle oligarchie globaliste a regia sionista”.
“Per decenni i governi israeliani – aggiunge ancora Pietrangeli – hanno sistematicamente ed impunemente violato tutte le risoluzioni ONU che andavano nel senso di una convivenza più accettabile se non pacifica, e questo è agli atti. Altra motivazione importante del nostro dissentire: se è vero, come è vero, che alcuni affiliati ad Hamas hanno già iniziato a raccogliere l’invito di quest’ultima ad intraprendere una lotta armata ovunque si trovino (vedi insegnante uccisa in Francia al grido di ‘Allah akbar’), la scelta di esporre la bandiera israeliana sui nostri palazzi governativi appare ancor più in opportuna in quanto espone maggiormente la nostra gente ad atti del genere”.
“È per questi motivi che, nell’invitare il presidente Marsilio (e i sindaci che volessero emularne le gloriose gesta) a rimuovere quella bandiera, diciamo anche ‘Non nel nostro nome’. Posizione invece chiarissima la nostra: stiamo col Popolo di Israele ma non col suo governo, così come stiamo dalla parte del Popolo di Palestina e non con i terroristi di Hamas”, conclude.






