L’AQUILA – Un nuovo istituto di credito per il capoluogo d’Abruzzo che reinvesta quello che raccoglie nel suo territorio.

Questa la mission della nuova Banca dell’Aquila, un’idea e una scommessa cominciate quasi tre anni fa e che pian piano stanno prendendo piede.

Ai microfoni di AbruzzoWeb il componente del comitato promotore Matteo Gizzi fa il punto della situazione, mentre l’offerta pubblica di sottoscrizione delle quote è in corso per raccogliere di qui al prossimo dicembre almeno 4 milioni di euro di capitale di partenza.

“Questa banca – ribadisce Gizzi – avrà l’obbligo di investire almeno il 95 per cento delle risorse all’interno dell’Aquila e dei 18 comuni limitrofi. Non è solo nelle intenzioni degli amministratori e del management ma è previsto nello statuto”.

Gli sportelli bancari in città sono numerosissimi, dei brand più disparati. “L’Aquila è una cassaforte – conferma Gizzi – un bacino di drenaggio di capitali. Le banche prendono le risorse da qui e le investono dov’è più profittevole investire il denaro, noi le reinvestiremo qui”.

Gizzi parla anche dell’altro storico istituto di credito cittadino, che il prossimo anno verrà assorbito all’interno della capogruppo Banca popolare dell’Emilia Romagna.

“La Carispaq – dice il giovane esperto di economia – se ne sta andando e con nostro dispiacere, perché ci sarebbe spazio per tutti e due gli istituti di credito. La Cassa, comunque, l’abbiamo persa dieci anni fa”.

Infine una previsione su quando concretamente aprirà il primo sportello della Banca dell’Aquila, “nel secondo semestre 2013”. (alb.or.)