ROMA – Si sono date un bacio sulla bocca alla stazione ferroviaria di Acilia, vicino Ostia (Roma) davanti a un carabiniere che è intervenuto dicendo che le avrebbe denunciate per atti osceni in luogo pubblico.
La vicenda è avvenuta la sera del 19 dicembre scorso ed ha scatenato la reazione delle associazioni in difesa dei diritti degli omosessuali mentre l’Arma ha avviato un’indagine per accertare come siano andati i fatti.
Le ragazze si sono invece rivolte alla polizia per denunciare l’accaduto. La prima a raccontare l’episodio è stata Imma Battaglia, presidente del “DìGay Project”, che ha raccolto il racconto delle ragazze e ha messo loro a disposizione l’ufficio legale del movimento.
“Eravamo appena tornate ad Acilia in treno quando siamo scese e ci siamo avviate verso l’uscita della stazione – racconta una delle ragazze protagoniste della vicenda – Il carabiniere, di circa 35 anni, stava ai tornelli: si è messo a urlare quando ha visto che ci baciavamo. Un bacio sulle labbra, come quelli che si danno anche le ragazze etero. Non c’era nulla di male, ma lui ci è venuto incontro gridandoci che non potevamo farlo in pubblico”.
Fra le due ragazze e il militare dell’Arma, secondo il racconto della giovane, che ha 22 anni, è nata una discussione. “Ci ha chiesto i documenti per identificarci e quando gli ho detto di spiegarci il motivo della sua reazione – racconta ancora la ragazza – lui ha risposto che non dovevamo farlo in pubblico perché eravamo due donne”.
Alla discussione si è poi aggiunta un’amica delle due ventenni, mentre il carabiniere – sempre secondo la versione della prima ragazza “ha detto che sarebbe andato in caserma e ci avrebbe denunciato per atti osceni in luogo pubblico”.
“A quel punto ci siamo recate noi in caserma – conclude la ventenne, che lavora come parrucchiera – ma ci è stato risposto che non potevamo sapere il nome del carabiniere perché era in servizio e in divisa e quindi non era tenuto a darci le sue generalità. Così ci siamo rivolte al ‘DìGay Project’ e poi abbiamo denunciato il fatto al commissariato di polizia della Garbatella”.



