AVEZZANO – Sono cominciate già oggi pomeriggio, dopo la proclamazione degli eletti, le consultazioni per la composizione della Giunta di Avezzano del sindaco civico Gianni Di Pangrazio, riconfermato con uno schiacciante 61,3% e che grazie al premio di maggioranza potrà guidare una squadra di 17 consiglieri, contro i soli 7 esponenti di opposizione, mettendosi al riparo da ricatti da parte dei suoi e con grande margine di manovra.
Per quello che riguarda la Giunta, da fonti interne alla maggioranza, le decisioni sono pressoché state definite, mancano solo una o due caselle, con molti punti fermi già fissati.
Ultimo scoglio era la verifica dei verbali delle elezioni comunali di Avezzano da parte della commissione elettorale del Tribunale, terminata solo ieri sera, con una novità, importante per la composizione della giunta: la civica “Io sto con Avezzano” ottiene il terzo seggio, sottraendolo a “Civica per Avezzano”, che scende a quota un seggio, e non potrà più rivendicare un assessore.
Ecco dunque quella che sarà con ogni probabilità la nuova composizione della giunta a sette, compreso il vicesindaco, con almeno un rapporto 60%-40% tra i due sessi, in base alla norma della parità di genere. Tenuto conto che chi tra gli eletti viene nominato assessore deve dimettersi da consigliere, rimpiazzato da un “surrogato” in aula, e dovesse perdere il posto in giunta, a seguito di un futuro rimpasto, più la regola e che l’eccezione ad Avezzano, dovrebbe dunque tornarsene a casa. E questo potrebbe spingere gli eletti a rinunciare in questo primo giro al posto in giunta, per non correre rischi, e attendere magari un successivo rimpasto per arrivare così a fine consiliatura.
Cominciamo dalla poltrona di vicesindaco: certa viene dato oramai la scelta di Domenico Di Berardino, già vicesindaco uscente, il più votato della coalizione, 592 voti con la civica “Avezzano al centro”, prima lista con il 9,37%: un fedelissimo di Di Pangrazio, secondo in assoluto dopo il campione delle preferenze Massimo Verrecchia, con 731 voti, capogruppo di Fdi in consiglio regionale, che ha sostenuto il candidato del centrodestra Alessio Cesareo.
La presidenza del Consiglio comunale spetterà invece, anche qui tutti lo danno per certo, a Fabrizio Ridolfi presidente del consiglio uscente e consigliere provinciale, eletto con 536 voti nella lista “Io sto con Avezzano”, che ha preso il 9,14%.
E veniamo agli altri sei assessori: ancora una novità arriva dalla Lega, che ha preso il 6,5% e due consiglieri.
Negli ultimi giorni si era sparsa la voce che l’assessorato sarebbe andato, su indicazione dei vertici del partito regionale, a Massimiliano Fracassi, primo dei non eletti, con 239 voti, fedelissimo del vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura, l’aquilano Emanuele Imprudente. Ora contrordine: andrà in giunta il capogruppo uscente Antonio Del Boccio, funzionario della Polizia provinciale, che ha preso 575 voti, come era neo pronostici della prima ora.
Ci sarà poi un assessore esterno, il primo dei non eletti di “Scelta Libera” che ha preso il 7,91% e due consiglieri, Gianluca Presutti, con 308 voti, avvocato e presidente della commissione Territorio uscente.
Ci sarebbe poi, ma qui non vi è certezza, un posto per la civica “Aree interne” che ha preso il 7,34% che ha eletto Donato Aratari, 474 voti e Alessandro Pierleoni, 402 voti, assessore uscente che avrebbe maggiori chance.
Siamo arrivati così a quattro uomini, mancano a completare il quadro tre donne.
E va subito detto che l’avrebbe spuntata, come esterna, l’assessore uscente Iride Cosimati, eletta nel 2020 con Fratelli d’Italia, ma poi passata anche lei al civismo, non rieletta con la lista “Io Amo Avezzano”, che ha tirato molto poco fermandosi al 2,78%, ma le ha preso ben 488 preferenze, la donna più votata in assoluto. Cosimati ha dunque preteso una compensazione, ricordando a Di Pangrazio che con i suoi voti e quelli della lista, la coalizione civica ha superato la soglia del 60%, ottenendo il premio di maggioranza di due consiglieri. E avrebbe ottenuto quello che ha chiesto.
In pole position c’è poi sempre per la civica “Aree interne” l’ex assessore Patrizia Gallese, prima dei non eletti con 256 voti ma dovesse essere fatta questa scelta non potrebbero andare in giunta Pierleoni o Aratari.
Si rincorrono poi voci sulla possibile nomina di Natalia D’Abruzzo, eletta con 307 voti con la lista “AZ”, che ha preso il 7,4% e di cui è stato regista Giuseppe Pangrazio, ex presidente del Consiglio regionale e fratello del sindaco. Ma l’ipotesi è ancora nell’alveo dell’incertezza, e c’è anche la possibilità che la scelta cada alla fine su un assessore donna esterna, espressione del mondo imprenditoriale e della società civile.
Ecco infine gli effetti del riconteggio: in consiglio è entrata Lorenza Panei con 307 voti, nella passata consiliatura all’opposizione con il Partito democratico, che va ad aggiungersi in “Io sto con Avezzano” a Fabrizio Ridolfi e Stefano Lanciotti, 375 voti. Esce invece dal consiglio comunale Domenico De Angelis, con 362 voti e “Civica per Avezzano” resta con un solo consigliere, Filomeno Babbo eletto con 497 voti. Ciò significa che ora “Civica per Avezzano” non potrà rivendicare un assessorato, in base alla regola di un posto in giunta ogni due seggi in consiglio, con Filomeno Babbo che era pronto a diventare assessore.
Ma in giunta non entrerà nemmeno Lorenza Panei, perché “Io sto con Avezzano” ha già ottenuto con Ridolfi il posto pesantissimo della presidenza del consiglio, che non espone nemmeno al rischio di dover tornare a casa, come per gli assessori che perdono il posto in Giunta. f.t.






