L’AQIUILA – ” Ma chi crederebbe se non qualche dilettante che io possa scegliere un partito alle soglie delle prossime elezioni amministrative, dopo essere stato iscritto per tanti anni al partito della città, ovvero al suo servizio? Sarei un politico dilettante, e almeno questo concedetemelo non lo sono”.
Per gli amici una precisazione a mo’ di smentita, per i suoi avversari un plateale dietrofront, quello del sindaco civico di Avezzano, Gianni di Pangrazio, nell’intervista pubblicata dal quotidiano Il Messaggero. Dopo che nella politica cittadina si è alzato il polverone a seguito del suo ingresso nel consiglio nazionale dell’Associazione nazionale comuni italiani, l’Anci, in quota Udc.
Nomina che è stata ovviamente e non senza ragioni letta come un ingresso nel partito di Lorenzo Cesa, dunque nel centrodestra, con cui tra l’altro, c’erano state già trattative, senza la regia dei vertici regionali. A settembre del resto Di Pangrazio aveva anche partecipato all’inaugurazione della nuova sede della segreteria provinciale dell’Udc a Benevento, alla presenza dello stesso Cesa. E contattato da Abruzzoweb, il segretario regionale dell’Udc, Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia (Chieti), eletto vicepresidente del Consiglio nazionale dell’Anci, ha fatto le congratulazioni per la nuova carica di Di Pangrazio. Senza però svelare l’arcano della sua formale adesione al partito scudocrociato.
Ma tanto è bastato per creare il putiferio nella sua composita maggioranza, dove convivono esponenti civici di area centrosinistra e di area di centrodestra, in un vero e proprio esperimento a livello nazionale, di “avanguardismo post-ideologico” o un “indigesto minestrone”, a seconda dei punti di vista.
La nomina ha provocato la reazione a dir poco negativa del centrodestra che fa capo al capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Massimo Verrecchia, ai ferri corti con il sindaco che invece gode dell’appoggio del grande rivale di Verrecchia, l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri, che è stato il fautore dell’ingresso in Giunta dell’eletta con Fdi Iride Cosimati, e che sarebbe pronto alle prossime elezioni della primavera del 2026 di sostenere il sindaco uscente come candidato del centrodestra. Verrecchia invece vorrebbe chiudere definitivamente la pagina civica di Di Pangrazio e “normalizzare” Avezzano con un’alternanza di schieramenti tradizionali di centrodestra e centro-sinistra. E potrebbe essere lo stesso Verrecchia a scendere in campo come candidato sindaco.
E ha dichiarato Verrecchia al quotidiano Il Centro: “il sindaco spieghi una volta per tutte da che parte sta. Osservando e analizzando le ultime notizie si può tranquillamente parafrasare Ennio Flaiano, ‘la situazione politica è molto grave ma tuttavia non è seria’. Fratelli d’Italia è un partito che ha definito ufficialmente la propria posizione e anche lanciato un appello al sindaco a discutere all’interno della coalizione Ma questa cosa è caduta nel vuoto. Ora se ha aderito all’Udc e quindi è un partito integrato al centrodestra, sarebbe naturale il rispetto delle regole della coalizione. Se così non fosse continui nel suo legittimo percorso civico fuori da partiti i quali a quel punto dovranno necessariamente andare spediti per un’alternativa politica e partitica”.
Interviene anche Alfredo Mascigrande, consigliere comunale e coordinatore non moderati.
“Di Pangrazio dica da che parte sta che direzione vuole prendere”.
Goffredo Taddei coordinatore di Forza Italia auspica “una riunione del tavolo della coalizione soprattutto per costruire insieme un’alternativa politica.”
Parole pesanti sono arrivate anche, nei banchi dell’opposizione con Mario Babbo di Fi, che accusa Di Pangrazio di essere “un abile rigiratore di frittate”, come pure dal circolo del Partito democratico di Avezzano con Anna Paolini per la quale “è finito così il racconto di un sindaco fuori dagli schemi, amico di tutti e di nessuno, capace di stare a destra o a sinistra con disinvoltura. Da oggi cambia pelle, diventa uomo di partito, per quanto di un partito minore, del centrodestra”.
Ma per ora, Di Pangrazio continua a dichiararsi ancora civico, orgogliosamente a capo di “un Comune che mette in sicurezza l’88% delle scuole, che sviscera la città con i lavori, che gestisce al suo interno la popolazione in aumento, che prepara e pulisce strade sulle quali transitano 70.000 persone al giorno”.






