ROMA – Non solo le Autostrade dei Benetton, ma anche gli ex Governi che hanno “regalato” quella concessione. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio aggiunge un nuovo bersaglio nella guerra contro il sistema delle concessioni aperta dopo il crollo del ponte Morandi e si prepara a denunciare i suoi predecessori per “danno erariale”.
Nel giorno in cui l’archistar Renzo Piano dona alla sua Genova un’idea per il nuovo ponte, proseguono intanto le polemiche su chi dovrà costruirlo, con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che ad Autostrade vuole solo farlo pagare. Ma la società tira dritto e si prepara a presentare il piano di abbattimento e ricostruzione, mentre per venerdì sono convocati i cda di Aspi e della controllante Atlantia.
A dare il “la” alla nuova stoccata di Di Maio sulle autostrade è la pubblicazione, da parte del suo collega grillino Toninelli, di tutti i documenti (compresi i piani economico-finanziari) delle convenzioni delle concessioni autostradali da cui emergono i rendimenti non molto distanti da quelli di Autostrade (da Strada dei Parchi del Gruppo Toto con un tasso di remunerazione del capitale investito del 9,71% lordo, alla Satap Tronco A4 del Gruppo Gavio che indica il 10,52% lordo e la Milano-Serravalle con il 10,77%).
“Da oggi, con dieci anni di ritardo, tutti gli italiani sanno che la concessione di autostrade ai Benetton è stata un regalo clamoroso che ha consentito loro di fare gli imprenditori non con il loro capitale, ma con quello dei cittadini. Il contratto prevedeva infatti una rendita garantita del 7%: una rendita spropositata!”, tuona Di Maio sul Blog delle Stelle e attacca: “Fuori i ‘prenditori’ dallo Stato! E chi li ha aiutati sarà denunciato”.
Nel mirino di Di Maio, oltre ai Benetton, cui chiede di pubblicare i nomi di “tutti i politici e tutti i giornali finanziati nel corso di questi anni”, ci sono anche “tutti i ministri che hanno autorizzato questa follia” e che il vicepremier è pronto a denunciare alla Corte dei Conti: un esposto per danno erariale contro gli ex governi, confermano fonti di governo, è atteso entro “pochi giorni”.
Prosegue intanto il dibattito su chi realizzerà il nuovo ponte. Il ministro Toninelli insiste: “Autostrade i soldi li mette, ma lo ricostruiamo noi il ponte”. Una delle strade è il binomio Fincantieri-Cdp, ma sarà il Governo a decidere, mette le mani avanti il ministro, che rassicura anche anche sulle divergenze di vedute all’interno del governo: “Ho parlato con Di Maio e Salvini, le nazionalizzazioni non vengono fatte a tappeto”.
E dalla Lega si fa sentire il sottosegretario alle infrastrutture Edoardo Rixi, conciliante dopo lo scontro di ieri tra Di Maio e il Governatore ligure Toti che insiste per tenere Autostrade nella ricostruzione: “Il governo ci sta mettendo faccia, impegno e fatti perché Genova abbia un’infrastruttura più sicura possibile. Ognuno faccia la propria parte”, afferma Rixi, che chiede di rinunciare a conflitti politici.
Autostrade intanto, si difende sui rendimenti garantiti previsti dalla convenzione (il 10,21% “ha avuto un impatto irrilevante sulle tariffe”) e prepara le prossime mosse. A partire dal piano di abbattimento e ricostruzione del ponte Morandi atteso da Toti entro giovedì sera, al massimo venerdì mattina.
Entro sabato primo settembre è invece attesa la relazione dettagliata per dimostrare come la società ha agito sulla manutenzione del ponte di Genova: documento richiesto dal Ministero dei trasporti nella lettera con cui ha avviato la procedura per la decadenza della concessione e su cui delibereranno venerdì i board di Autostrade e Atlantia.



